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A tu per tu con Matteo Bevilacqua, portierone rossostellato

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Apriamo una nuova rubrica che ci porterà a conoscere i giocatori della Prima Squadra, per la prima intervista abbiamo deciso d’incontrare il portierone Rossostellato: Matteo Bevilacqua, classe 94, sempre tra i migliori in campo e da quest’anno anche capitano della squadra.

A vederlo dalle tribune del comunale sembra un po’ mingherlino, ma quando ce lo troviamo davanti la sua statura di portiere viene fuori tutta;
Matteo, in breve qual’è stata la tua storia e cosa ti ha portato a giocare con il Giorgione?
Ho iniziato la mia carriera con le giovanili del Bassano dove ho conosciuto mister Paganin e il suo staff (all’ora allenatore della Beretti). Nel 2013 sono approdato all’Este dove ho fatto una stagione in serie D. Dal 2014 invece, sapendo che mister Paganin era stato chiamato alla guida del Giorgione, ho deciso di seguirlo e di propormi alla società. Da allora con la maglia Rossostellata ho fatto 4 stagioni, due in serie D e due in Eccellenza.

Mister Paganin ribadisce: “La mia è una squadra corale dove tutti sono uguali e importanti allo stesso modo”, condividi questa visione di squadra?
Condivido in pieno questa visione. Siamo un gruppo omogeneo dove nessuno spicca o si sente superiore ad un altro, certo ci sono giocatori con più esperienza vedi: Volpato e Bianchi, ma non fanno pesare il loro passato agli altri, anzi si mettono  sempre a disposizione del gruppo soprattutto per aiutare i più giovani,  merito anche del  mister che ci tratta tutti allo stesso modo e questo crea un bel clima in spogliatoio. Iin poche parole siamo una bella squadra, ma soprattutto una grande compagnia di Amici.

Come vivete il pre partita?  E secondo te quali sono le squadre più ostiche del girone?
Viviamo il pre partita con estrema serenità,   a seconda dell’avversario di turno programmiamo il lavoro negli allenamenti settimanali, in maniera di arrivare alla domenica  con le idee chiare sul da farsi e non farci trovare impreparati, poi sul campo tutto può succedere ma noi cerchiamo di fare e dare il meglio sia che ci troviamo contro la prima in classifica sia che ci scontriamo con l’ultima.
Le squadre più ostiche del girone a mio avviso sono il CareniPievigina, la Piovese e il Sandonà.

Alla vigilia del campionato in pochi avrebbero previsto una partenza come quella di quest’anno, dopo sei giornate siete in seconda posizione e ancora imbattuti, considerazioni?
Mi riallaccio a quello che ho già sostanzialmente detto sopra. In primo luogo c’e’ sicuramente un buon clima in spogliatoio. Prima di essere dei giocatori siamo degli amici a cui piace trovarsi per divertirsi. Siamo una squadra sia in campo che fuori, poi quest’anno ci sono stati anche degli ottimi innesti dal Settore Giovanile, ragazzi magari al loro primo anno in Prima Squadra ma che hanno tantissima voglia di fare e l’umiltà di seguire i consigli degli “Anziani”.
Per quanto riguarda la classifica è ancora presto per tirare delle conclusioni, certo sarebbe ipocrita dire che non siamo felici di essere li in alto, ma il nostro obbiettivo per ora rimane quello di raccogliere più punti possibili per una salvezza tranquilla, tutto il resto, se deve venire, ben venga.

Qualche rammarico per l’uscita dalla Coppa Italia di quindici giorni fa (perso 1 a 0 a in casa del Pozzonovo ndr.)?
Non abbiamo e non hanno giocato una grande partita, ma era uno scontro diretto e l’unico risultato utile era la vittoria, che purtroppo non siamo riusciti a cogliere. Il dispiacere in spogliatoio era palpabile, ma non potevamo fermarci, abbiamo digerito il colpo e dal giorno dopo eravamo già al lavoro pronti per la sfida contro il Carenipievigina.

Da quest’anno hai preso la fascia di Capitano lasciata da una leggenda come A. Gazzola, un bel impegno?
Essere il capitano è sempre un impegno, ma anche un onore aver “ereditato” la fascia da un grande giocatore come “Speedy”, a cui, senza modestia, Castelfranco dovrebbe fare una statua, è stato un grandissimo giocatore e soprattutto una bandiera per il Giorgione.

Il rapporto Tifosi-Città-Squadra negli ultimi anni si è un po’ affievolito, che ne pensi?
E’ normale dopo tre campionati non proprio dei migliori, una salvezza ai play-out, una retrocessione e la salvezza in extremis nell’ultima di campionato l’anno scorso; sono situazioni che ti fanno perdere consenso, è difficile rispecchiarsi in una squadra che arranca, anche se dal canto nostro saremmo felicissimi di vedere il comunale alla domenica gremito di tifosi come domenica scorsa, noi ce la mettiamo tutta e speriamo che la città ci ripaghi di tutti questi sforzi.

Cosa pensi quando ti trovi a dover parare un rigore?
Non si svelano i trucchi del mestiere.

Tra i tuoi compagni qual’è il più matto?
Domanda troppo facile, senza dubbio Velardi.

Un grande portiere come Dino Zoff, diceva che il segreto di chi gioca nel tuo e nel suo ruolo è solo uno: quello di negare sempre anche l’evidenza! Ti trovi d’accordo?
Pienamente d’accordo (con un sorriso a 42 denti ndr)

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