E il Giorgione va in B - Giorgione Calcio

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E il Giorgione va in B

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".
Il periodo più buio della storia del Giorgione è proprio quello delimitato dalle due guerre mondiali. C'è molto poco: un piccolo memoria e di Ostani e qualche vecchio documento giunto a noi chissà come. Ma dovrebbe probabilmente esistere un album con raccolta una serie di articoli pubblicati dal Gazzettino e dalla Gazzetta dello Sport in quegli anni. Un fantomatico album, per trovarlo bisognerebbe rovesciare da cima a fondo un intero scantinato pieno di scartoffie e vecchie cose di famiglia. Purtroppo di fronte alla grossa mole di lavoro ed anche alle insistenze non solo mie, i possessori non l'hanno ritrovato, pur facendo apparire a parole un grande interesse. Un peccato, anche perché quell’ album oramai dovrebbe essere a disposizione della collettività.
 
Gli altri documenti sono andati distrutti durante la ristrutturazione di casa Ostani, mentre molto di quel poco che abbiamo ci viene offerto dagli archivi privati di Checchi Battiston, che troveremo più avanti. Ci rimane ancora il Ricordo di qualche vecchio ancora lucido, ricordi spesso confusi che però  si riescono ad inserire nel contesto con l'aiuto dei pochi dati certi. Importanti conferme e completamenti, anche se novità vere e proprie poche, sono arrivate sfogliando le collezioni de 'II Gazzettino' dal 1920 al 1939, presso la Biblioteca Universitaria di Padova.
 
Un lavoro che ha fruttato una serie di dati crudi, sostanzialmente risultati e classifiche , quando c'erano, che confermano tutto quel poco scritto da Ostani e ricordato da alcuni, ormai sempre più rari, protagonisti.
 
La ripresa dopo la guerra fu "veramente brillante", per usare le parole di Giuseppe Ostani. L'attività riprende ne '20/'21 con il Giorgione che si conquista la possibilità di passare al campionato di Promozione, lasciando quello di Terza Categoria. Più su ci sono i campionati di Prima Categoria e il Campionato Nazionale di Calcio. Ma anche la nuova categoria sta stretta ai castellani, che ben presto riescono a sbaragliare il campo, in campionato e nel susseguente girone tipo 'play-off’. Agli ordini di Ostani e di 'Nello' Genovese i seguenti giocatori, con Gatto portiere, sul campo della 'Cioere' di Venezia, hanno ragione della Virtus Venezia, nella finalissima del campionato '21/'22:
 
sono Lamon Gino e Fortunato, Bresolin, Boggero, Burnelli, Rossanese, Cecconi, Crozzoli, Bonaldo e Dorigo. Il risultato finale è un inequivocabile 3 a 0 Va a coronare un campionato trionfale, terminato con soltanto 4 gol subiti, secondo il ricordo di Girolamo Guizzon. Intanto i campionati cambiano nome e diventano di Prima, Seconda, Terza, Quarta e Quinta Divisione. Quindi nel campionato del '22/'23 il Giorgione ha accesso al campionato di Seconda Divisione, la mitica 'B', e può schierare una formazione di rincalzi in Quinta Categoria. I castellani vengono inseriti nel girone del nord-est, quindi possono confrontarsi con squadre come Venezia, Treviso, Monfalcone, Vicenza, Verona, Mantova, Edera Gorizia, Espero Trieste, Carpi, Ostiglia, Parma, Schio, Legnaghese, ma soprattutto le debuttanti in Italia Edera Pola e Fascio Grion Pola. Qualche vecchio sostiene che ci fosse anche la squadra di Fiume ( attuale Rijeka), ma quell'anno figurava in altra categoria, secondo il Gazzettino. Forse a Fiume fu giocata una delle tante amichevoli che le squadre giocavano in quegli anni. Il campionato è importante ma difficile per il Giorgione che lottando fino all'ultimo retrocede. E proprio nel finale è costretto a dividere la posta in palio con il Treviso, a Treviso, in un derby infuocato, che si trascina dietro ricordi ancora oggi. Si gioca sul campo di Santa Maria della Rovere ed i rossostellati hanno assoluto bisogno della vittoria per salvarsi. Il Giorgione conduce per 2 a 1 .
 
L'onta è troppo grande: i 'contadini', con le maglie rosse e la stella sul petto che vengono a vincere a Treviso . . . E allora un gerarca fascista si avvicina alla porta difesa da Girolamo Guizzon e, pistola in pugno, lo obbliga a lasciar passare un gol. Per il Giorgione vuoi dire retrocessione. E finisce anche a botte: parecchi giocatori e simpatizzanti castellani devono scappare a gambe levate con qualche occhio nero. Episodio confermato da più persone, che però non trova riscontro nella cronaca
 
dell'epoca. Dal Gazzettino del 20 marzo 1923 si legge soltanto che si è trattato di una "pessima giornata" e che il gol del pareggio del Treviso è arrivato al 40' nel secondo tempo, senza commento.
 
Purtroppo un brutto epilogo per uno dei campionati più memorabili. Basti pensare che per le trasferte in Istria i castellani usarono il bastimento. Ma mangiare in nave era troppo costoso, quindi digiuno. Dopo l'arrivo a Pola, per esempio, l'intera squadra, scesa a 'saccheggiare' una trattoria, non mangiò la bistecca per il mal di mare. Ebbene le undici bistecche vennero mangiate da Ruggero 'Ciccia' Bianco, un personaggio che andava anche a lavorare in fabbrica con la divisa del Giorgione, tanto che ben presto diventava nera di unto.
 
Tra i dirigenti più impegnati vanno ricordati oltre ai già citati Ostani e Genovese, il maestro Tescari, i fratelli Savino, Bonaldo, Baldo, Montini, più avanti Saviane, e chissà chi ancora.
 
Da notare un singolare fatto avvenuto secondo i ricordi di Girolamo Guizzon nel '23. La tesi secondo la quale la stella a sei punte non era amata dai fascisti, trova conferma dalle parole di Guizzon, che racconta di una imposizione della stella a 5 punte, mentre ricorda anche un episodio di violenza avvenuto a Castelfranco. Secondo i suoi ricordi i fascisti entrarono nella sede rosso-stellata, allora in borgo Pieve, e tolsero l’ insegna buttandola nel canale, insieme ad altri oggetti. Nel '23/'24 la rosa era composta da Guizzon in porta, Rossanese, Lamon II, Bresolin, Ongarato, Favretto, Scarpazza, Bianco, Saretta, Burnelli  Piva. A fianco di Ostani c'è anche Antonio Antonello, che lo seguirà per tutti gli anni trenta. A margine farà anche il collaboratore del Gazzettino e della Gazzetta dello Sport. Dal campionato '23/'24 inizia una fase abbastanza piatta per le vicende del calcio castellano: il Giorgione rimane in Terza Divisione, alternando annate più o meno buone, fino al campionato del '30/'31 anche se si registra una novità. A cavallo fra gli anni venti e trenta fa tappa al Giorgione uno zingaro del calcio, tale Lazlo, un magiaro che allenerà i rossostellati per un paio di stagioni. Il primo straniero a fare tappa a Castelfranco, comunque il primo e unico allenatore straniero, mentre non si sa se abbia giocato qualche partita (nei primi anni venti Laslo giocava a Treviso) da allenatore-giocatore. Negli anni trenta, con il nuovo stadio, la svolta. Nel ‘30/31 i rossostellati vincono il  campionato con molti punti di vantaggio (10?) e poi si aggiudicano anche il girone finale, che da accesso alla Seconda Divisione. Intanto si sono istituite la Serie A, la B, quindi le tre divisioni minori, mentre la Serie C verrà introdotta a metà anni trenta, quando il Giorgione inizierà un nuovo periodo di assestamento nella nuova Prima Divisione. In quegli anni viene ricordato con particolare affetto dagli allora giovani calciatori Odilo D'Andrea, Rino Bianco, oppure dall'allora giovane aiutante di Ostani, Checchi Battiston, allenatore dei ragazzini Tiotto, cui il destino aveva tolto una gamba. Ma lui il suo compito lo svolgeva bene lo stesso, appoggiandosi su una seggiolina e trascinando il pallone con le quattro gambe di questa. La formazione del '30/'31, vincitrice del torneo è questa: Nardi, Giarretta, Lamon III, Favretto, Frattin, Petrin, Baggio, Perini, Lamon IV, Alzetta (portiere), Biason. Nel '31/'32 il Giorgione fa un buon campionato, terminando al terzo onorevolissimo posto, che però non da accesso alle finali. A testimonianza del periodo felice troviamo la squadra dei rincalzi che da battaglia in Terza Divisione. I tre campionati seguenti sono giocati al vertice: nel '32 /'33 il campionato è ottimo, ma sono deludenti le finali; nel '33/'34 ancora un campionato buono, con finali al cardiopalma che registrano un entusiasmante testa a testa tra Giorgione e Marzotto Valdagno, con vittoria di quest'ultimo; ultima annata di splendore nel '34/35 con i rossostellati che dominano in campionato, ma crollano inaspettatamente nelle finali. Sempre nell'anno '34 da segnalare una mega rissa a Conegliano. Succede che un tifoso coneglianese rompe un finestrino della corriera castellana con un pugno; un giocatore gli afferra i braccio e lo strofina sui cocci di vetro. Scoppia la rissa, tanto violenta da far mobilitare addirittura il fascio, che impone la pace alle due tifoserie.
 
Il calumet della pace verrà fumato qualche giorno dopo a Conegliano dopo una serata di festa  terminata alle prime ore del mattino al castello.
 
Il Giorgione poteva contare su un compatto gruppo di fedeli appassionati che aveva nel suo repertorio almeno tre ritornelli, che leggerete più avanti, che amava cantare. Come già scritto alla Serie A e alla B, si aggiunge la C, che viene fallita per poco. Dopo un periodo di stasi, in cui probabilmente anche la gente pensa poco al calcio ritroviamo il Giorgione primo nel campionato di Prima Divisione del '43/'44, vittoria che nel dopoguerra gli darà accesso alla Serie C: tra gli eroi di quella squadra, troviamo i vari Barbiero, Scudeller, Ghion, Ongarato, Guadagnin, Fincato, Conz, Maran, Munari, Nicoletto. Un campionato proprio tra due interruzioni, quella del '40/'41 e quella del '44/'45. Durante queste interruzioni il testimone fu preso da un gruppo di volonterosi studenti, che formarono la Stu-Gior, che stava per studenti-Giorgione: non era altro che il telaio portante di quella squadra che grazie ad una formidabile generazione di giocatori castellani, diede grandi soddisfazioni nel dopoguerra.
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