IIkka Miettinen "L'analista di tattiche che venne dal freddo" - Giorgione Calcio

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IIkka Miettinen "L'analista di tattiche che venne dal freddo"

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‘’L’ANALISTA di TATTICHE, CHE VENNE DAL FREDDO’’
Iikka Miettinen, dallo Zenit San Pietroburgo al Giorgione per continuare a sperimentare e crescere.
Nel caldo di un pomeriggio d’Agosto siamo andati nel quartier generale rossostellato in Bella Venezia per fare due chiacchiere con la terza “anima” (assieme  Mister S. Esposito e  Mister G. Remmel ndr ) della rivoluzione  voluta dalla società che quest’anno  ha deciso di unire in un’unica realtà la prima squadra e i ragazzi più giovani della Juniores,  Iikka Miettinen ragazzo Finlandese classe 1990, di professione “Analista di Tattiche”.

Nonostante la tua giovane età puoi già vantare un “curriculum” invidiabile parlaci un po’ delle tue esperienze lavorative passate?
Ho iniziato il mio lavoro di “Analista di Tattiche” con le giovanili dello Zenit San Pietroburgo,  per poi passare per una stagione sempre nelle giovanili della Dinamo Zagabria (Croazia) , negli ultimi quattro anni sono tornato allo Zenit questa volta però ho lavorato  con la prima squadra vincendo una Coppa di Russia nella stagione 2015/16 e una Super Coppa di Russia nel 2016. Una grande soddisfazione personale che mi ha permesso di crescere nel mio lavoro e’ stata quella che ho vissuto sempre allo Zenit nella stagione 2017-2018 quando sono entrato nello staff di  Mister Roberto Mancini allora tecnico della prima squadra, un’esperienza che sicuramente mi ha fatto crescere professionalmente.

Cosa ti ha spinto a lasciare una Squadra che gioca nella massima serie Russa per il Giorgione Calcio?
Lo  Zenit è sicuramente una grande squadra ma nell’ultimo anno non avevo più stimoli, la società non voleva uscire da determinati schemi non voleva più andare avanti, sperimentare nuovi metodi di vedere e giocare il calcio, ormai ci si limitava ad adottare degli schemi già acquisiti e a me questo andava stretto non mi sentivo ancora arrivato. Dopo aver parlato con i Mister Esposito e Remmel che mi hanno esposto il lavoro che avrei dovuto condurre al Giorgione, in un contesto di idee di lavoro all'avanguardia a livello Europeo che già conoscevo e mi intrigava: così mi sono convinto che qui avrei sicuramente trovato  l’ambiente adatto per continuare a lavorare sulla mia idea di calcio, per questo non ci ho pensato un attimo a rescindere con un anno d’anticipo il mio contratto allo Zenit e raggiungere Castelfranco V. Per quanto riguarda i Mister, avevo già conosciuto   Gert in Finlandia,  poi quando  ha iniziato a collaborare con Mister Esposito al Giorgione (tre anni fa ndr) ho iniziato a venire periodicamente a Castelfranco  per vedere  come lavoravano e così ho conosciuto anche Mister Esposito.

Ma chi è e che lavoro svolge in una squadra un Analista tattiche?
L’analista Tattiche è una figura tutto sommato nuova nel panorama calcistico, il mio ruolo è quello di riunire le conoscenze tecnologiche e quelle calcistiche, in modo che le prime siano al servizio delle seconde. Ad esempio al Giorgione sono un collaboratore dei due Mister al pari dell’allenatore dei portieri o dei preparatori atletici visto che il mio compito principale è quello di analizzare nei minimi dettagli la prestazione individuale dei nostri giocatori in allenamento e in partita utilizzando le riprese filmate di ogni evento, mentre durante la partita mi concentro soprattutto sull’avversario e su tutto quanto posso cogliere dall'alto che possa essere utile al mister. In questo il mio lavoro si divide sia  col lavoro in campo che al computer col supporto di software che ci consentono di studiare l’andamento delle singole partite. In più collaboro con Mister Esposito al lavoro sulle Palle Ferme, elemento spesso decisivo e che noi consideriamo la 5ª Fase del Gioco (a differenza delle 4 canoniche: Possesso, Non Possesso e le 2 Transizioni Positive/Negative). In breve i miei compiti sono: comprendere ciò che accade in una partita, analizzare situazioni e gesti tecnici, studiare l’atteggiamento e il gioco delle squadre avversarie  e preparare relazioni per l’allenatore  in maniera tale che venga aiutato nella preparazione della  gara,  oltre che fornire indicazioni utili al miglioramento individuale di ogni singolo giocatore. In parole povere, il mio lavoro è l’analisi oggettiva di un match in cui cerco di limitare la casualità nel corso di una partita, compito assai arduo in un sport tanto imprevedibile.

Come lavori con la squadra ?
Sono un bel team di giovani e hanno tanta voglia d’imparare e fare, anche se a volte c’e’ un po’ di fatica ad uscire dagli schemi già acquisiti, bisogna avere una mente aperta e favorevole al cambiamento, per questo i giovani che hanno già esperienza di questo lavoro stanno facendo meno fatica ad adattarsi alle nuove difficoltà. Infatti quest’anno stiamo seguendo un programma di allenamento “rivoluzionario”,  sia come metodologia, che come gestione che nel lavoro in campo, coadiuvato da apparecchi elettronici e software che forniscono dati relativi al lavoro tecnico e fisico di ciascun giocatore per poter avere un riferimento su quanto svolto sia durante un match che in ogni singolo allenamento, in modo tale da capire i propri punti di forza e poter correggere i punti deboli. A molti può sembrare strano che una squadra che milita in eccellenza stia adottando questa metodologia di lavoro, magari si pensa più adatta a squadre che militano in categorie superiori,  ma sicuramente questo modo di operare introdotto dai Mister sarà  il modo di fare calcio nel prossimo futuro, e su questo la nostra società è sicuramente all’avanguardia, un motivo in più per essere orgogliosi del nostro Giorgione.

Come hai visto la squadra in queste amichevoli ?
Sicuramente abbiamo giocato contro squadri tecnicamente più forti, ma nonostante ciò tutti i ragazzi hanno dimostrato impegno e dedizione alla maglia, vedo che iniziano a capire le nostre  idee, stanno crescendo.

Rapporto con la Società ?
Beh… nonostante i chilometri che mi separano dalla Finlandia posso dire che qui mi sento a casa, sono stato accettato subito dalla grande famiglia rosso stellata, ho trovato un bel ambiente famigliare dove tutti sono gentili e disponibili un bel clima dove poter lavorare al meglio.

Chiudendo cosa pensi del calcio italiano ?
La cosa che mi e’ sempre piaciuta nel calcio Italiano è che non esistono, come in tanti campionati europei squadre “materasso” in Italia il risultato di una partita è sempre in bilico, una squadra lotta sempre per vincere fosse la prima o l’ultima della classifica, c’è molta competizione e la concorrenza è tanta e spietata quindi non puoi mai dirti arrivato, devi crescere sempre e lottare per conquistare la vittoria
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