Il SuperGiorgione di Zecchin - Giorgione Calcio

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Il SuperGiorgione di Zecchin

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".

(dal 1989 – al 1995)
In una serata di giugno il direttivo convoca una conferenza stampa. Colonna conferma quelle voci che già erano trapelate da un paio di giorni, ma alle quali nessuno riusciva a credere. Ebbene sì, il magnate, il padre-padrone del Tombolo, dopo vari anni aveva ceduto alla corte di Colonna. Gino Zecchin è il nuovo padrone del Giorgione, con il 51% delle quote di capitale, mentre il 49% resta nelle mani del gruppo guidato da Colonna. Presidente per il periodo dell'estate sarà Oreste Benzi, compartecipe nella società e avvocato di fiducia di Zecchin. Primo problema da risolvere è l'allenatore, in quanto Guidolin è passato al Treviso. La scelta cade su Carlo Osellame e con lui, in ritardo, si comincia a progettare il Giorgione che dovrà tentare la scalata. Del Giorgione della retrocessione restano Bonavina e Marcon, che poi sarà ceduto al Pederobba, più i giovani Venturin, Fraccaro, Crespan, Dissegna. Dall'oramai ex grande Tombolo arrivano il portiere Maniciati, i tornanti Bernardi e Maraschin, il mediano Ferroni, già rossostellato nel primo anno di C/2, e Piovanelli.  Zecchin porta a Castelfranco anche uno straniero, il terzo non italiano a vestire la maglia rossostellata dopo i brasiliani Nico e Marcus, cioè il ventinovenne Zeijco Jurin, originario di Sibeniko in Dalmazia, con esperienze anche in Serie A iugoslava e australiana. Ma a squadra che dovrebbe essere del rilancio non è ancora pronta e Osellame pretende almeno due arrivi. In tutta fretta arrivano un centromediano, Bonvicini, e un libero, Caselli. Il campionato inizia male, soprattutto per il presidente Zecchin. Venerdì 30 settembre 1989, Gino Zecchin, al termine di un processo in Pretura a Castelfranco, che lo vede presente in qualità di testimone, viene colpito da infarto. La fibra però è dura, Zecchin si riprende e la squadra gli dedica un secco 3 a O rifilato al Montebelluna. Ma il Giorgione gira a stento, e la Pievigina prende il volo. Dopo la sconfitta col Conegliano, guidato proprio da Mognon, all'esordio dopo l'esonero dell'anno prima, Zecchin prende la grande decisione: Osellame viene esonerato, reo di non aver dato gioco, ma soprattutto carattere alla formazione. Viene sostituito dal giovane ma ambizioso tecnico dell'Under 18 Daniele Peron. Peron riesce ad arrivare anche al secondo posto, dietro alla imprendibile Pievigina, ma ben presto il Giorgione viene decimato dagli infortuni. Jurin torna in Australia sbattendo la porta e da lui parte la prima critica nei confronti di Peron. Infatti, sembra che gli infortuni derivino da una preparazione atletica non buona. Il finale diventa disastroso e il Giorgione si salva grazie ai punti accumulati nei primi 25 incontri. Zecchin non ci sta e incarica Galtarossa di trovare un nuovo tecnico e insieme a lui costruire una squadra vincente.    Galtarossa convince Gianfranco Bellotto, lanciato da giocatore proprio dal Giorgione, e i due, con Zecchin dietro per i pagamenti, 'spazzolano' il mercato, comperando i migliori giocatori disponibili. Dalla Pievigina arrivano il libero Mognon,  il goleador Fantinato e il tornante Mason; dal Treviso il terzino di spinta Morao; dal Montebelluna il regista Gobbato; dal Venezia l'attaccante Gradella e dal Vicenza il portiere Mattiazzo, che a inizio campionato, causa un gravissimo infortunio, verrà sostituito da Pierobon, prelevato dal Cittadella. Intanto nella società si sono verificati dei notevoli cambiamenti. Il Giorgione è tornato a un governo “totalitario”, cosa che non va bene ai 'democratici' dell'ala guidata da Colonna. Quindi ben presto si defila la vecchia guardia, sostituita da un altro imprenditore dalle tasche gonfie, Lino Tosatto, amico di Zecchin, che preleva il 25% delle quote societarie. I due imprenditori vogliono arrivare al professionismo, Il  massimo sarebbe la C/1 e per raggiungere questo traguardo non badano a spese. La presenza di Tosatto fa respirare Zecchin economicamente, ma gli pone anche un freno. Infatti Tosatto riesce a far parte delle decisioni più importanti, rendendo meno impulsiva  la gestione di Zecchin, usando da navigato commerciante la sua possibilità di mollare baracca e burattini nel caso di prese di posizioni troppo drastiche da parte del presidente-mecenate. Tosatto diventa una valvola che riesce a frenare l'impulsività di Zecchin. Il campionato parte con il Giorgione tra le prime, ma il rullo compressore non si vede ancora. Bellotto da alla squadra un nuovo modulo di gioco, un zona un po' particolare, sul modello del Milan, con Mognon arretrato di qualche metro rispetto alla linea dei difensori. A campionato iniziato la società fa l'ultimo sforzo, prendendo Dario Dona, ex campione italiano con il Verona nell'85; nel!' '89/'90 ad Ancona in Serie B. Dona è la ciliegina sulla torta e il Giorgione ingrana ben presto una marcia insostenibile per gli avversari. I rossostellati sono un rullo compressore, ma nonostante Piovanelli, Fantinato e Gradella in attacco, non riescono a segnare come dovrebbero. È l'unico limite del Giorgione inaffondabile. Il campionato è trionfale, viene concluso con 8 punti di vantaggio sul Centro del Mobile. 51 punti, 18 vittorie, 42 refi fatte e 16 subite. La casella sconfitte viene 'sporcata' soltanto all'ultima giornata a Bassano, un 2 a 1 che rovina il piccolo capolavoro di imbattibilità. Ma bisogna pensare allo spareggio per accesso alla C/2 imposto dalla Federazione, che sta ristrutturando la Serie C. Le vincenti dei vari gironi di Interregionale devono giocarsi la C/2 con uno spareggio in due gare, andata e ritorno, le ultime due domeniche di maggio. Al Giorgione capita il Cerveteri, formazione neanche tanto forte, ma quadrata. Gli etruschi hanno il privilegio di giocare il ritorno in casa, ma consapevoli della loro inferiorità impostano andata e ritorno sulla difensiva. L'unico modo per giocarla alla pari col Giorgione è quello di arrivare ai rigori. Finisce 0 a 0 sia a Castelfranco, dove il Giorgione colpisce una traversa con Bonavina, che a Cerveteri. E dopo i tempi supplementari, si arriva ai rigori. Perfetta parità anche dopo la prima serie di tiri e si da inizio ai rigori della morte. Per il Giorgione hanno segnato Mognon, Piovanelli, Bonavina e Donà mentre Fantinato al primo tiro ha centrato il palo. Errore compensato da Ulissi, che ha preso la traversa. Il primo rigore 'della morte' lo tira Gobbato realizzando. Lo imita Consalvi; tocca a Fabio Mason, Sgriccia para. E Scopece insacca. Cerveteri esulta; il Giorgione piange. 26 maggio 1991, la data di una delle delusioni più cocenti. Il grande obiettivo è stato fallito: un campionato strepitoso, i sogni, le chiacchiere, i soldi, l'entusiasmo, tutto questo sembra niente. La carica dei 500 castellani, arrivati in pullman, automobile e aereo ritorna a Castelfranco piangendo di rabbia, pure con qualche occhio nero rimediato dai più focosi. La C/2 è stata persa in una 'buca', in un campo degno di una Terza Categoria, contro una squadra mediocre, in quel modo. Sembra uno scherzo del destino, è una beffa. Ma ha vinto la squadra più tranquilla, che non aveva  niente da perdere. Il Giorgione è stato frenato dal suo unico limite, quella difficoltà ad insaccare il pallone, ma anche dall'emozione: il peso psicologico creato dall'attesa smaniosa di tutta la città e di tutto l'ambiente si fa sentire, eccome. Con il Giorgione quel giorno hanno perso un po' tutti, il presidente, i dirigenti, i soldi, le chiacchiere, i cronisti,; tifosi, chiunque aveva in qualche modo contribuito a creare quel clima aveva perso insieme al Giorgione. Vittorio Gino Zecchin promette nel dopo partita che cadranno alcune teste e infatti cadranno quelle degli attaccanti. Piovanelli va a Montebelluna in cambio di Bressan e Squizzato; Fantinato e Gradella vengono messi fuori rosa in attesa di sistemazione. Arrivano Tollardo dalla Pievigina, Perotti dal Venezia, che a campionato iniziato sarà sostituito nel ruolo di libero da Salvalajo, e Da Rold dal Belluno, mentre Morao si accasa a Conegliano e Mognon torna a Pieve. Vengono promossi definitivamente Riondato e Penzo in marcatura, insieme a Dissegna in attacco. Un Giorgione ringiovanito, più imprevedibile e divertente, anche se meno concreto. Ma comincia male, con la sconfitta a Lumezzane. E il rapporto Zecchin-Bellotto si incrina. Seguono polemiche, dalle quali i rossostellati sembrano trarre nuove energie; e sospinto da un nuovo golden boy, Dissegna, il Giorgione con la regia di Bressan, il lavoro dei faticatori e le parate di Pierobon, trova i ritmo giusto per portarsi nuovamente in testa. Il secondo campionato di vertice consecutivo è il piccolo capolavoro degli organi tecnici, Galtarossa e soprattutto Bellotto. Pur con la supervisione del presidente intenditore di calcio. Ma il Lumezzane è ancora dietro l'angolo e sconfigge di nuovo i rossostellati. Ritorna il 'clima del terrore', con Zecchin che minaccia di esonerare Bellotto, reo di non trasmettere il giusto agonismo alla squadra. Il Giorgione ha una nuova reazione di orgoglio e dopo aver rifilato 3 gol a 0 al malcapitato Cittadella secondo in classifica, supera una leggera crisi e si invola a vincere il secondo campionato consecutivo. Cosa mai successa nella sua storia. C'è il nuovo spareggio tra i castellani e la C/2, ma questa volta scivola via senza grossi intoppi. La squadra designata a contendersi i passaggio di categoria con rossostellati è il Corsico, formazione dell'hinterland milanese che 'ha spuntata nel girone A. La prima partita si gioca a Castelfranco, il 24 maggio. L'ambiente è caricato e si respira un'atmosfera più serena rispetto a un anno prima. Poi c'è il grande ritorno del Giorgione Club, oltre a quello degli Ultras, che sotto il nome di Gruppo Deciso daranno una spinta determinante con il loro calore. Lo stadio di Castelfranco diventa un piccolo 'Santiago Barnabeu': è una grande giornata per i Giorgione ma anche per i  tifosi e tutta la cittadinanza. La prima partita non ha praticamente storia sul piano tecnico-tattico, ma un 'infortunio' difensivo complicherà la vita ai rossostellati. Il Giorgione passa subito in vantaggio grazie a un colpo di testa ben assestato sotto misura di Bonavina. E avrebbe più volte l'occasione per raddoppiare, ma la sfortuna, sotto forma di pali colpiti da Riondato e Dissegna nel primo tempo e Bonavina nel secondo, e l'imprecisione sotto porta, mantengono per buona parte dell'incontro il risultato inchiodato sull' 1 a 0. Fin quando in un attimo di disattenzione la difesa si lascia superare dal rapidissimo Chiappara. Sembra una beffa. Ma Bellotto pesca il jolly inserendo Luca Bressan negli ultimi minuti. Bressan, acclamato dal pubblico, è stato al centro di discussioni sul suo impiego con il contagocce da parte di Bellotto. Lo sarà poi ancor di più perché è proprio lui nel finale di partita a far pendere 'ago della bilancia a favore del Giorgione con un tiro preciso e angolato. Quel go sarà il gol che darà al Giorgione la C/2, dopo lo 0 a 0 di Corsico. La partita in terra lombarda de31 sarà allo stesso tempo la partita più noiosa ed emozionante che si potesse vedere. Il Corsico di Chiappara e del gigantesco Seveso deve vincere 1 a 0,  mentre lo 0 a 0 premia il Giorgione. Si lotta, ma gol ed occasioni non se ne registrano, se non fosse per un rigore evidente negato a Bernardi nel primo tempo. Il Giorgione tiene bene il campo, vince il confronto a centrocampo, ma lo 0 a 0 rimane un risultato pericoloso. Chissà cosa sarebbe successo se il Corsico avesse trovato il classico 'tiro della domenica a dieci minuti dalla fine... Infatti gli ultimi minuti sono una vera e propria angoscia, con il Corsico che tenta gli ultimi disperati attacchi e i circa 700 castellani presenti tutti in piedi a urlare e incitare i giocatori. Il fischio finale giunge come una liberazione e scatena la gioia dei tifosi. Tifosi rivelatisi decisivi e più che mai corretti e attaccati ai colori sociali proprio nell'ultima occasione. La vera sorpresa arriva non dal Giorgione Club, finalmente ritornato a collaborare con la società oppure dai Club Boccolo e Amici della Piazza, ma dagli Ultras, o meglio Gruppo Decisi. Sono organizzati di tutto punto con fumogeni e striscioni, ma soprattutto si comportano correttamente. Con gli altri castellani a dar man forte, cancellano letteralmente i tifo locale, ma con buona educazione e simpatia. La giornata finisce in festa a Castelfranco dove la società ha organizzato insieme al Comune un rinfresco in piazzetta XXIV Maggio. Nemmeno la pioggia frenerà 'entusiasmo degli eroi di Corsico, alias giocatori e tifosi, al loro ritorno. La formazione trionfatrice, guidata da Bellotto è questa: Pierobon, Riondato, Penzo, Gobbato, Salvalajo, Bernardi, Dissegna, Bonvicini, Bonavina, Donà e Tollardo, mentre nel finale sono entrati Sguizzato e Bressan. Il Corsico allenato da Caligaris risponde con: Guercilena, Lessio, Maltagliati, Tremolada, Occhioni, Tufano, Brevi, Masoero, Chiappara, Seveso, Barbieri, con Giorgio e Comi entrati nel secondo tempo. Ma già un giorno dopo la sbornia di felicità, c'è da pensare al Giorgione che affronterà per la seconda volta nella sua storia la Serie C/2. Zecchin non prospetta rivoluzioni, ma inserimenti 'mirati', anche se di li a poco si perfezionerà il divorzio da Bellotto.
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