Intervista a Alberto Cardin, Vice Allenatore 2007 Rossi e Primi Calci 2011 - Giorgione Calcio

GIORGIONE CALCIO

Official Website
Vai ai contenuti

Menu principale:

Intervista a Alberto Cardin, Vice Allenatore 2007 Rossi e Primi Calci 2011

Media > L'Angolo delle Interviste
Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Alberto Cardin, viceallenatore dei Pulcini 2007 Rossi e Primi Calci 2011

- Parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare al Giorgione
Nel settembre del 2012 sono entrato a far parte del Giorgione come allenatore in seconda degli allora Esordienti 2001, grazie all'amicizia che mi lega alla famiglia di Matteo Napoletano (tutt'ora un giocatore nella rosa dei nostri Allievi Elite 2001). Da quel momento ho trascorso quattro stagioni fantastiche con i 2001, prima Esordienti e poi Giovanissimi, per poi passare stabilmente alla Scuola Calcio. Ormai è la mia sesta stagione qui, il tempo è davvero volato!

- Il tuo mito calcistico?
Posso dire di non averne uno in particolare, ma di essere legato a più giocatori. Se proprio devo fare un nome, allora dico Ronaldo il Fenomeno, ovvero colui che più di tutti mi ha avvicinato al calcio. Un altro giocatore che sento di dover menzionare è Peter Crouch. Sono sempre stato legato a lui sin dai tempi di Liverpool, un po' per la simpatia del personaggio, un po' per l'affinità fisica che ci accomuna (entrambi alti e magri).  
Da grande appassionato di tattica ed evoluzione del gioco del calcio avrei anche molti nomi di allenatori che per motivi diversi hanno portato le loro idee in questo sport, ma la lista sarebbe troppo lunga...


- La volta in cui sei stato più felice e quella meno nel mondo del calcio?
Il ricordo più bello è senza dubbio legato alle notti di Germania 2006, in particolare la semifinale di Dortmund, ma una menzione speciale la merita il trionfo dell'Inter in Champions League nel 2010, ed anche in questo caso il ricordo più piacevole riguarda una semifinale, quella d'andata a San Siro contro il Barcellona, perché ero presente allo stadio.
Da tifoso interista posso dire di aver vissuto un saliscendi di emozioni, e sicuramente il famoso 5 maggio 2002 non è piacevole da rivivere, anche perché uno dei miei primi ricordi da appassionato di calcio (nonostante avessi già dieci anni). Più recentemente, lo scivolone di Gerrard nel match contro il Chelsea del 27 aprile 2014 ha rappresentato un duro colpo (sì, sono anche tifoso sfegatato dei Reds).

- Sei nello staff dei 2007 e dei 2011, dai un giudizio del lavoro che state facendo.
Detto che, purtroppo, l'impegno universitario mi tiene lontano dai campi più del dovuto e mi costringe a "spezzarmi" tra i pulcini ed i primi calci, un risvolto positivo è invece legato al fatto che debba calarmi nel contesto giusto di volta in volta ed adottare la strategia di comunicazione più corretta a seconda del gruppo. In entrambi i casi parliamo di un gruppo di lavoro positivo e stimolante, e c'è totale sinergia sia con Simone Olivi per l'annata 2007, sia con Enrico Bonsangue per l'annata 2011.

- La tua qualità e il tuo difetto?
In genere riesco sempre a trovare un compromesso, a pesare bene le idee o le proposte che mi vengono fatte, prima di prendere una decisione. Insomma diciamo l'equilibrio. Come difetto, da allenatore, direi che forse sono troppo buono e cerco di accontentare tutti. Ci sono circostanze che richiederebbero maggiore decisione e meno "pensiero", a costo di essere impopolare, e so che devo migliorare in questo.

- Le tue manie?  
Sono un malato di calcio, la posso considerare una mania. Se in tv fanno vedere una partita, è difficile che non resti incollato a guardare (o meglio, analizzare i movimenti dei giocatori in campo, cercando di capire le strategie dei tecnici): l'unica soluzione sarebbe spegnerla!

- Il gioco a cui giocavi di più da bambino?
Facile, calcio o basket nei campetti sparsi per Castelfranco.

- Cosa significa per te essere al Giorgione?
Innanzitutto significa confrontarsi con una "squadra" di allenatori preparati con i quali mi trovo benissimo, e quindi una grande opportunità per imparare e migliorare. In secondo luogo, essendo io di Castelfranco, significa rappresentare lo stemma della squadra della mia città, un club ricco di storia e più antico di molti altri che militano in Serie A.

- Cosa ti aspetti dalla stagione in corso?
Come primo obiettivo, un'ulteriore crescita individuale e collettiva dei ragazzi, sia dal punto di vista calcistico che umano, e magari nel finale di stagione aggiungere qualche bel ricordo ai tanti che ho collezionato negli ultimi sei anni al Giorgione.

- Progetti futuri
Non so ancora cosa mi riserverà il futuro, ma il mio desiderio è quello di poter conciliare questa mia passione con lo studio e, prossimamente, il lavoro.

A.S.D. GIORGIONE CALCIO 2000 - Via Rizzetti 5 - 31033 Castelfranco Veneto (TV) - Tel. Fax 0423721084 | Partita Iva N. 03562170260 - Matricola 780617 - E-Mail: prima.juniores@gmail.com














Torna ai contenuti | Torna al menu