Intervista a Claudio De Martini, Allenatore della Juniores - Giorgione Calcio

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Intervista a Claudio De Martini, Allenatore della Juniores

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27/09/2017
Continuano le nostre interviste per  conoscere al meglio  tutte le varie “anime” che compongono il GIORGIONE CALCIO 2000, dopo aver sentito il presidente Orfeo Antonello e Mister Antonio Paganin, oggi tocca a Claudio De Martini, da quattro anni alla guida della squadra degli “Juniores” del Giorgione, un’autentica eccellenza della società.
QUATTRO ANNI DI SUCCESSI ININTERROTTI, SOLO NELLA PASSATA STAGIONE HA VINTO CON I SUOI RAGAZZI IL CAMPIONATO, IL TITOLO REGIONALE VENETO, ED E’ ARRIVATO ALLE SEMIFINALI NAZIONALI PER IL TITOLO ITALIANO, QUAL’E’ IL “SEGRETO” DEL SUO SUCCESSO?
Discuto spesso con i miei ragazzi, ma mi piace anche sentirli parlare tra loro in spogliatoio durante un allenamento, nell’intervallo di una partita di campionato o dopo una partita, cerco di cogliere le loro riflessioni su quello che si fa e su quello che c’è da fare. Dal canto mio cerco di trasmettergli le esperienze che ho avuto da giocatore e quelle avute da allenatore professionista. Inoltre coinvolgo anche le famiglie dei miei giocatori, a volte può sembrare che il lavoro di un allenatore si basi esclusivamente sugli allenamenti settimanali, io cerco di dare una continuità al mio lavoro coinvolgendo anche le famiglie, spiegando loro quali sono i miei modi di operare cosa cerco e cosa voglio dai loro figli, cercando di costruire una cooperazione Campo-Famiglia atta a tirare fuori il meglio da ogni ragazzo.

A PROPOSITO DI SUCCESSI QUEST’ANNO PENSA DI RIPETERE QUELLI DELL’ANNO SCORSO?
E’ troppo presto per dare delle sentenze o avere delle certezze, sto guidando un gruppo giovane, quasi tutti nati nell’anno 2000, e quindi al primo anno in una categoria difficile, ed hanno bisogno di tempo per conoscere il calcio dei “grandi” ed amalgamarsi, io ho molta fiducia nei miei ragazzi e confido nel mio lavoro.

QUALI SONO I PUNTI DI FORZA DEI SUOI RAGAZZI?
Saper lavorare per un obiettivo comune, essere gruppo e saper rendere semplici le cose più difficili, sia nel giocare a calcio, che nell’interpretazione situazionale, saper sempre cosa fare e come fare. Da parte mia non pretendo colpi da maestro o che tutti sappiano giocare da autentici fuori classe, io cerco di far emergere il loro lato migliore che si può riassumere in tre parole: TALENTO, INIZIATIVA e CREATIVITA’.
Certo ci sono anche dei problemi, il sentire la competizione è uno di questi, quindi cerco di stuzzicarli con una sana rivalità sportiva, la squadra la preparo io e non ci sono giocatori predestinati ad essere titolari, chi vuole scendere in campo deve lavorare e deve tirare fuori il meglio di sè, cerco di premiare la qualità, l’impegno e la costanza.

SI E’ SOLITI DIRE CHE GLI JUNIORES NON SONO NE’ CARNE NE’ PESCE, TROPPO GRANDI PER LE CATEGORIE GIOVANILI E TROPPO PICCOLI PER LA PRIMA SQUADRA, QUAL’E’ IL SUO PENSIERO IN MERITO?
E’ una categoria “Limbo”,  un giocatore che gioca in questo campionato si deve porre una domanda su cosa vuole per il suo futuro, una o due stagioni da Juniores può essere lo stop oppure lo sbocco in prima squadra, e questo e’ il mio obiettivo principale, formare questi ragazzi ed aiutarli nel percorso di crescita e maturazione, perché la maggior parte di loro a breve possa entrare nella prima squadra. (a guardare la formazione attuale della prima squadra del Giorgione, sembra che l’obiettivo sia raggiunto ndr).

TANTI SUCCESSI CON I GIOVANI, SIA NEI CAMPIONATI REGIONALI CHE IN QUELLI NAZIONALI E GUIDARE UNA PRIMA SQUADRA?
Mi è già successo in passato, mai dire mai… ma ad essere sinceri mi trovo a mio agio in questa categoria, non cambia nulla se è una Juniores, una Berretti o una Primavera, mi piace molto di più formare che guidare, l’avere un progetto, trasformarlo, portarlo a compimento,  non lavorare solamente per un risultato, come è richiesto in una prima squadra, ma aiutare questi ragazzi a scegliere il meglio per loro, portarli ad un grado di consapevolezza tale da essere pronti sia dal punto di vista fisico che tecnico a scendere in campo con una prima squadra.

QUALI SONO I SEGRETI DEL SUO MESTIERE?
Programmare e dare continuità di lavoro, lavorare sulla qualità, relazionarsi con i giocatori e saper ascoltare le richieste invisibili che ognuno invia,  ed infine, non dare mai nulla per scontato. Il lavoro che svolgo ha sempre la palla, qualsiasi esercizio deve essere effettuato con il pallone, do a questi ragazzi continui input, sia tecnici, sia tattici sia in merito all’alimentazione che deve tenere uno sportivo, sono giovani hanno voglia di divertirsi e di fare festa, io cerco di spiegargli l’importanza del sonno regolare, come comportarsi in campo, il rispetto, certo c’è chi si ferma al primo stadio e chi mi chiede di approfondire l’argomento, io cerco di esaudire tutti.
Un altro punto di forza è che in bella Venezia ci alleniamo assieme alla prima squadra di Mister Paganin, siamo 38 giocatori ed il lavoro ha un obiettivo comune, c’è un continuo confronto e questo è molto importante, perché i ragazzi hanno modo di rapportarsi con i giocatori più grandi della prima squadra e non ne sentono il “gap”.

COSA PENSA DELLA SOCIETA’?
Un gruppo mosso da grande Passione per il calcio, che come l’araba fenice sa sempre risorgere e rinnovarsi, tutti noi stiamo lavorando con la dirigenza per riportare il Giorgione ai fasti di un tempo, il cammino è ancora lungo ma noi ci stiamo provando, siamo orgogliosi della nostra storia, anche se la città a volte sembra dimenticarsene. Castelfranco grazie al Giorgione può vantare una grande storia di Calcio.  
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