Intervista a Cristiano Boscolo, Allenatore 2002 - Giorgione Calcio

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Intervista a Cristiano Boscolo, Allenatore 2002

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Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Cristiano Boscolo, allenatore dei 2002 Sperimentali.
Cristiano, parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare al Giorgione.
La mia prima esperienza risale al patronato vero e proprio, dove allenavo i "Lupetti" dei Boy Scouts. Nel frattempo giocavo nell'interregionale (la Serie D di oggi) con l' Union ClodiaSottomarina. Al termine del calcio giocato, la stessa Società mi fece fare la trafila con gli Allievi Regionali prima e la vecchia Under 18 poi. L'anno successivo ho avuto la fortuna di fare una delle mie più belle esperienze nella Prima Squadra femminile dell'Union ClodiaSottomarina, sia in termini sportivi, che in termini di maturazione professionale, questo perchè allenare il femminile comporta la costruzione di un rapporto molto più forte rispetto al maschile. Tutto coronato con l'arrivo in finale di Coppa Italia contro il San Martino di Verona, nella quale militava la mitica Carolina Morace.
Dopo qualche esperienza lontano da casa, son stato chiamato a guidare gli Allievi del Cittadella. Negli anni successivi ho lavorato per l'Udinese come organizzatore ufficiale di campus nel nord-Italia.
Il ritorno alla panchina è avvenuto, passando prima dalla carica di Responsabile Generale, al Casal Serugo, dove ho allenato la Prima Squadra che militava in Promozione.
Dopo esser passato da Este e Monselice, dove ho conosciuto persone veramente favolose, arrivo a Castelfranco. Nel primo biennio con i 2000 ci siamo tolti grandissime soddisfazioni, coronando il percorso con la vittoria di campionato e Coppa Veneto. Cosa positiva è che molti di questi ragazzi militano ora in nella nostra Prima Squadra come fuori quota, successo sicuramente di tutta la Società e gli istruttori che prima hanno operato con questo gruppo

Ora alleni gli Allievi Sperimentali 2002. Dai un giudizio alla squadra e al lavoro che state facendo.
Un gran gruppo, di grande qualità, con dei margini di miglioramento importanti. A mio parere ci son già dei giocatori che possono aspirare ad un esperienza ancor più importante.

Oltre ad allenare, da quest'anno sei anche Responsabile dell'Attività di Base. Raccontaci qualcosa a riguardo.
Abbiamo una grande qualità in tutte le annate, tecnici bravi e delle linee guida che tutti stanno svolgendo in maniera ottimale.
Non vorrei esser patetico in quello che dico; avendo una grande qualità sotto il piano tecnico, a partire dalla Prima Squadra arrivando ai più piccolini, dovremmo migliorare dal punto di vista logistico, per esempio impianti, campi etc, per dare la possibilità a tutti gli allenatori di operare nel miglior modo possibile.

Sei un grande organizzatore, era da anni che non si vedeva una Presentazione Ufficiale della Società di questo spessore e rilevanza. Da quanti anni porti avanti questa passione che ti porta ad organizzare eventi?
Da circa una decina d'anni. I Camp e Tornei organizzati a Tonezza sono stati il mio trampolino di lancio. Questo è il terzo anno che lo presento alla società, con risultati davvero grandiosi, dove girano più di 1500 atleti e circa 70 società. Lo scorso anno, tra City Camp di Castelfranco e il Summer Camp di Tonezza, la società ha raggiunto la cifra di quasi 300 iscritti. Questo da sicuramente la voglia di continuare e di crescere nell'organizzazione di questi eventi. Colgo occasione per ringraziare tutto lo staff, perchè grazie a loro è permessa la crescità continua della Società e dei singoli progetti.

Da qualche mese si sente parlare dello sviluppo di un progetto denominato "Società Amiche". Raccontaci in breve i contenuti di esso.
Tramite il nostro Direttore Generale, che da anni cerca di sviluppare questo, stiamo operando, insieme a tutto lo Staff, allo sviluppo di un rapporto di ulteriore collaborazione, fiducia, con le società che da più anni operano e dimostrano amicizia e partecipazione nei nostri confronti. Con questo, cerchiamo di presentare una collaborazione dal punto di vista tecnico, umano, ai fini di avere un reciproco scambio di idee.

Secondo te, per tornare ai livelli  di qualche anno fa, cos' ha bisogno il calcio italiano?  
Avendo io una età che mi ha permesso di vivere il calcio dagli anni '80 a ora, posso dire, per quanto riguarda la mia esperienza, che sotto l'aspetto tecnico, l'atleta viene maggiormente indirizzato in tecniche e metedologie. Non discuto l'importanza di esse, ma a mio parere si sta perdendo la cura della fantasia del ragazzo. Potrei raccontarvi molti aneddoti, ma mi allargherei troppo, quindi ne racconto uno solo: essendo originario di Chioggia, da piccolino giocavo nelle Calli, in cui c'erano spazi piccolissimi per giocare. Proprio la, giocando tutti i giorni a piedi scalzi si riusciva a crescere la propria fantasia e tecnica. Ora, a differenza di quei tempi, le strade non esistono più, ma esistono questi "Schermi parlanti".

Come vivi la partita dalla panchina?
Come il primo giorno da allenatore. Mi emozion con i ragazzi. Non mi piace star seduto in un angolo, ma la vivo con loro cercando di sostenerli e aiutarli nei momenti giusti.

Quali sono gli aspetti che un mister deve trasmettere ad un ragazzo di 15-16 anni?
La voglia di giocare e mantenere la passione! In cascata, poi, tutto il lavoro tecnico, questo dai più piccoli ai più grandi.

Quali sono progetti futuri?
Lavoro anno per anno. Credo nel progetto Giorgione, ma io per indole, sia da professionista che da dilettante ho sempre preso le decisioni al termine della stagione.




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