Intervista a Giacomo Lamberti, Allenatore Primi Calci 2012 - Giorgione Calcio

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Intervista a Giacomo Lamberti, Allenatore Primi Calci 2012

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Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Giacomo Lamberti, allenatore dei Primi Calci 2012

PARLACI DI TE E DELLA TUA ESPERIENZA PRIMA DI APPRODARE AL GIORGIONE
 
Sono un ragazzo di 22 anni (23 a fine aprile) e frequento il terzo anno del corso “scienze dell’educazione” all’università di Padova. Sono nato a Castelfranco e la mia vita è da sempre legata al Giorgione Calcio, dove ho iniziato a tirare i primi calci al pallone. Ho avuto la fortuna (ma allo stesso tempo è un motivo di vanto) di fare tutta la trafila del settore giovanile castellano per poi cambiare ed approdare nel “mondo dei grandi”, giocando per varie società della città e non. Il Giorgione Calcio all’età di 17 anni mi ha offerto l’opportunità di entrare a far parte dello staff, affiancando i mister della scuola calcio, attività che porto avanti regolarmente tutt’ora. Da tre anni ormai seguo anche la categoria dei pulcini 2008 come accompagnatore/mister in seconda.

 
IL TUO MITO CALCISTICO?
 
Come ogni buon interista che si rispetti non posso che rispondere Javier Zanetti, esempio di serietà, umiltà, impegno, lealtà, leadership e professionalità. Appena dopo IL CAPITANO viene Maicon: lui mi ha fatto proprio innamorare, probabilmente per l’annata fortunata del 2010, per il fatto che giocava nel mio stesso ruolo ed infine per la sua nazionalità brasiliana, spesso sinonimo di “pazzia”. Ci sono molti altri giocatori che ammiro da Ronaldo, Ronaldinho, Kakà a Puyol, Cannavaro, Sergio Ramos, anche giocatori più “moderni” come Chiesa, Florenzi, Mbappe, de Bruyne, ecc, ma credo che per quest’ultimi ci sia ancora bisogno di tempo per poterli considerare degli idoli da emulare.

 
LA VOLTA IN CUI SEI STATO PIU’ FELICE E QUELLA MENO NEL MONDO DEL CALCIO?
 
Sicuramente da tifoso la notte più gioiosa della mia vita è stata quella in cui l’Italia ha vinto il mondiale di Germania del 2006! Nonostante avessi solo 11 anni, le immagini e le emozioni sono ancora indelebili dentro di me. Ovviamente il 22 maggio 2010 non può che occupare il secondo posto di questa speciale classifica: l’Inter che vince la Champions League dopo moltissimo tempo e battendo squadre ben più forti. Questo mi ha fatto capire che il lavoro paga sempre, bisogna metterci passione e credere sempre in se stessi, perché, come dice il detto, “la fortuna aiuta gli audaci”! Da tifoso rimpiango il mondiale 2010, come pure quello successivo, per non parlare della mancata qualificazione al prossimo in Russia, ma ho un ricordo più doloroso: l’Inter esce dalla Uefa (ai quarti o agli ottavi non ricordo) e io corro a letto disperato in lacrime. Da giocatore ricordo con estremo piacere il torneo internazionale a Barcellona vinto da esordiente, la Coppa Veneto conquistata da giovanissimo ed essere stata l’unica squadra ad aver battuto il Chievo nel girone di ritorno del campionato sperimentale al primo anno di giovanissimi. Sempre da giocatore avrei volentieri fatto a meno dell’infortunio alla caviglia rimediato da piccolo e che mi ha tenuto lontano dai campi per sei mesi.

 
SEI NELLO STAFF DEI 2008 E DEI 2012, DAI UN GIUDIZIO DEL LAVORO CHE STATE FACENDO.
 
Per quanto riguarda la categoria 2008 posso constatare un netto miglioramento tecnico e di coesione come gruppo rispetto ad inizio stagione. Durante la partita settimanale noi mister siamo contenti quando i ragazzi raggiungono i micro-obiettivi prefissati, ossia mettere in pratica ciò su cui si è lavorato in settimana, noto con piacere che i giocatori prendono sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. L’unico difetto forse è la tendenza di tanto in tanto ad adattarsi al ritmo dell’avversario, ma son sicuro che il mister Davide Piccolo con la sua competenza riuscirà a porre rimedio a questo “problema” e rendere questo gruppo ancora più competitivo.
 
Per quanto riguarda l’attività di base con i 2012, posso affermare di avere soddisfazioni ad ogni seduta. Con questa categoria è molto importante curare la sfera relazionale, intesa sia come approccio ad uno sport e rispetto di ruoli e regole, sia come interazione con i compagni.  Per me è un piacere vedere il sorriso con cui i ragazzi arrivano al campo, felicità e vivacità che mantengono svolgendo gli esercizi proposti loro da me ed il mister Alberto Pettenon. Credo che ogni giocatore abbia ben interiorizzato le regole ed i comportamenti da attuare, migliorando molto tecnicamente e dal punto di vista coordinativo, così come da quello della personalità.

 
LA TUA QUALITA’ E IL TUO DIFETTO?
 
La mia miglior qualità penso sia l’umiltà, sono socievole ed inoltre cerco di essere sempre disponibile e empatico con tutti, mi piace guardare alle cose in maniera positiva.
 
Il mio peggiore difetto è sicuramente la pigrizia.
 
Calcisticamente parlando di positivo posso considerare la mia determinazione, mentre dovrei rivedere il mio stile un po’ permissivo, inteso nel senso di voler accontentare tutti.

 
LE TUE MANIE?
 
Non ho grosse manie, almeno non a livello conscio.

 
IL GIOCO A CUI GIOCAVI DI PIU’ DA PICCOLO?
 
Sicuramente calcio, ma giocavo spesso anche a nascondino, guardie e ladri per tutto il quartiere e ho fatto tanti km in bicicletta.

 
COSA SIGNIFICA PER TE ESSERE AL GIORGIONE?
 
Come già detto anche nelle risposte precedenti, essere al Giorgione è un motivo di vanto, è una società prestigiosa, so di essere invidiato da tanti, ogni squadra che affrontiamo ci tiene a fare bella figura contro di noi e ciò fortifica quanto appena detto. Inoltre ho l’opportunità di far parte di un progetto tecnico e societario innovativo, l’affiliamento con Juventus mi permette di avvicinarmi al mondo dei professionisti e conoscerlo un po’ di più, fatto che per un amante del calcio penso sia quasi un sogno. Ho la possibilità di un continuo aggiornamento su tutti i fronti e soprattutto ho la possibilità e la fortuna di vivere giornate di grande divertimento con i ragazzi e colleghi mister.

 
COSA TI ASPETTI DALLA STAGIONE IN CORSO?
 
Siamo a poco più della metà della stagione e le cose stanno andando bene, stiamo riuscendo a raggiungere gli obiettivi prefissati, ma la mia più grande preoccupazione, soprattutto per la categoria dei più piccini, è che i bambini vengano ad allenarsi volentieri e vadano a casa contenti e con qualcosa di nuovo imparato a calcio. Ho davvero molto a cuore il loro sviluppo, non a caso il mio corso di studi universitario è incentrato sull’educazione. Dalla stagione in corso mi aspetto che il gruppo.

PROGETTI FUTURI
 
Come primo obiettivo ho quello di laurearmi, poi è quasi inutile dire che spererei di continuare ad allenare, magari anche una squadra completamente per conto mio. E’ un progetto che per la sua realizzazione dovrà però attendere la fine degli studi affinchè possa essere compiuto a dovere. Mi piacerebbe inoltre prendere parte a corsi di aggiornamento e conseguire anche i patentini di allenatore di livello superiore. Parlando della sfera privata, ho intenzione di intraprendere parecchi viaggi all’estero.
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