Intervista a Giulio Rinaldi, Allenatore 2005 - Giorgione Calcio

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Intervista a Giulio Rinaldi, Allenatore 2005

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Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Giulio Rinaldi, allenatore degli Esordienti 2005

Giulio, parlaci di te e della tua esperienza al Giorgione.
La passione per il Giorgione nasce fin dai tempi dell’infanzia, quando calcavo i campi di Bella Venezia come piccolo “pulcino rossostellato” durante la settimana, per poi recarmi la domenica allo stadio a tifare la mitica “Giorgia”.
Ho cominciato la mia esperienza come allenatore al Giorgione nel 2006/2007, dopo aver interrotto l’attività agonistica per un infortunio al ginocchio. Per 9 anni ho allenato nelle categorie Pulcini e Primi Calci, condividendo l’entusiasmo e la passione di uno splendido gruppo di persone e allenatori con cui tuttora sono in ottimi rapporti di amicizia. In queste stagioni ho avuto il privilegio di conoscere e allenare centinaia di ragazzini nati tra il 1999 e il 2008, moltissimi dei quali fanno parte ancora oggi della grande famiglia rossostellata.
Per motivi familiari e di lavoro, ho dovuto momentaneamente interrompere la collaborazione con la società nel biennio 2014-2016, ma nella scorsa stagione ho ripreso la mia avventura a fianco di mister Umberto “Bube” Beraldo che, oltre ad essere uno dei più preparati tecnici a livello di settore giovanile, è anche e soprattutto un grandissimo amico.

Il tuo mito calcistico?
Difficile parlare di un giocatore in particolare. In età giovanile, sicuramente Baggio, Ronaldo (il Fenomeno) e Del Piero sono stati i calciatori che in assoluto mi hanno fatto divertire e amare il calcio sempre di più. Ma come non nominare Zidane, Ronaldinho, Pirlo e Iniesta, interpreti dotati di una tecnica sopraffina e di  invenzioni geniali.

La volta in cui sei stato più felice e quella meno nel mondo del calcio?
Nel 1994, nonostante dovessi ancora compiere 8 anni, ero già un fanatico di calcio e ho seguito pressoché tutte le partite dei mondiali di Usa ’94 (il ricordo di molte di esse è ancora nitido). Rammento di aver vissuto con trepidazione ogni partita della nazionale italiana, trascinata turno dopo turno da un incontenibile Roberto Baggio. Ma quella finale con il Brasile…ah, che amarezza perdere così, con il tuo idolo in lacrime per aver fallito il rigore più importante della sua vita!
Il momento più felice, invece, è legato al Giorgione e, precisamente, all’incredibile cavalcata della stagione 2010/2011 che ha portato alla promozione in serie D proprio nel giorno in cui erano stati fissati i festeggiamenti per i 100 anni di storia della società. Una promozione che a inizio stagione nessuno avrebbe pronosticato, soprattutto dopo la partenza a singhiozzo della squadra che occupava una posizione di bassa classifica a metà del girone di andata. Ma l’arrivo di mister Esposito in panchina ha rivoluzionato le sorti della squadra, che ha saputo inanellare una serie incredibile di risultati positivi, arrivando a disputarsi allo spareggio la possibilità di accesso in serie D. Nel giorno decisivo, in uno stadio gremito di oltre 2500 tifosi, Andrea Gazzola, la bandiera rossostellata degli ultimi 15 anni, ha segnato una fantastica doppietta che ha scatenato l’entusiasmo di un’intera città.

Alleni gli esordienti i 2005 insieme a mister Beraldo, dai un giudizio del lavoro che state facendo.
Credo che la sinergia trovata con mister Beraldo e con i fantastici ragazzi del 2005 stia portando notevoli frutti. Il gruppo, che già avevo avuto la fortuna di allenare in passato nelle categorie Pulcini e Primi Calci, continua a crescere stagione dopo stagione, grazie al grande impegno che i ragazzi mettono ad ogni allenamento e grazie al bellissimo affiatamento che si è creato tra di loro. Inoltre, la guida tecnica di mister Beraldo ha fatto fare al gruppo un enorme salto di qualità negli ultimi due anni.

Quali sono, secondo te, i principiali obiettivi da perseguire con i ragazzi dell'età e categoria che alleni?
Non posso che riprendere le parole già espresse da mister Beraldo, con cui condivido la stessa filosofia di calcio. La categoria degli esordienti richiede sicuramente più obiettivi: in primo luogo, un apprendimento tecnico di base su tutti i gesti fondamentali del calcio che non si possono trascurare in ragazzi di 12 anni; strettamente correlato al primo obiettivo è lo sviluppo delle capacità motorie di base, perché ritengo che un gesto tecnico sia più facile da insegnare quanto più un ragazzo è abile da un punto di vista coordinativo; a questi obiettivi se ne affiancano poi alcuni di tattica individuale che devono fungere da base per l’attività agonistica dei giovanissimi e allievi.

Cosa non ti piace di te?
Un’impulsività che a volte fatico a trattenere.
La tua qualità e il tuo difetto?
Penso che una mia qualità possa essere quella di saper entrare in empatia con i ragazzi.
Il mio difetto: una scarsa propensione alla puntualità.

Il tuo genere musicale preferito?
Non ce n’è uno in particolare, ma dipende da come mi sento e da ciò che ho bisogno di ascoltare. Come professore di italiano, sono affascinato dal cantautorato (soprattutto De André e Guccini) per la bellezza dei testi delle canzoni. Se mi voglio caricare non riesco a fare a meno del punk-rock e dello ska. Se voglio rilassarmi ascolto un po’ di reggae. In assoluto adoro i gruppi rock (The Beatles e Queen su tutti). Infine, ho un debole per i Pink Floyd.

Il gioco a cui giocavi di più da bambino?
Ovviamente il calcio. Ci giocavo ogni giorno praticamente e ricordo con grande affetto gli infiniti pomeriggi estivi e le sfide a “tedesca” al campetto.

Cosa significa per te essere al Giorgione?
Il Giorgione per me è come una seconda casa. In questa società sono cresciuto prima come calciatore, poi come allenatore. In tutti questi anni, inoltre, ho sempre supportato come tifoso la nostra prima squadra. Quella che mi lega ai colori rossostellati è una passione atavica e irrinunciabile. Molti si sorprendono quando, alla domanda “che squadra tifi?”, rispondo “Giorgione”! Credo che invece, per un castellano doc, sia una risposta naturale e doverosa.

Cosa ti aspetti dalla stagione appena iniziata?
Mi aspetto di vedere i ragazzi migliorarsi allenamento dopo allenamento. Sarà una stagione impegnativa e i miei calciatori sanno che per affrontarla ci vorrà sempre la massima dedizione. Mi auguro che il rapporto di grande rispetto e condivisione che si è instaurato fra loro (grazie anche ad uno splendido gruppo di genitori) continui e si cementifichi anche in futuro, continuando a rappresentare il punto di forza di questo gruppo.

Progetti Futuri?
Se gli impegni lavorativi me lo consentiranno, rimarrò nella grande famiglia rossostellata. Mi piacerebbe portare avanti assieme a mister Beraldo il progetto cominciato in queste due stagioni.


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