Intervista a mister Esposito-Remmel - Giorgione Calcio

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Intervista a mister Esposito-Remmel

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Una visione del calcio originale e già proiettata nel futuro, per le nostre interviste alla scoperta del pianeta Giorgione oggi abbiamo pensato di fare quattro chiacchiere con  due autentici pionieri dello spogliatoio Rosso-stellato, nonchè neo campioni d’Italia categoria Allievi U17 con i 2001:  se non lo avete ancora capito stiamo parlando dei Mister Stefano Espostito e Gert Remmel, giunti al terzo anno assieme alla guida degli Allievi del Giorgione.

 
Una squadra due allenatori com’è nato il vostro sodalizio?
 
(Risponde Mister Esposito) Ci siamo conosciuti a Coverciano correva l’anno 2013 ed entrambi stavamo facendo il corso UEFA A,  frequentandoci abbiamo capito di avere gli stessi interessi e soprattutto lo stesso modo di concepire il calcio, perciò abbiamo pensato che unendo le nostre “forze” avremmo potuto fare qualcosa di stimolante e soprattutto innovativo;  Gert dopo essersi formato come allenatore in Finlandia, ha girato e continua a girare l’Europa: Università del Calcio di Lisbona e Barcellona, l’Italia, e la lista potrebbe continuare … Quando per scelte famigliari sono approdato alle giovanili del Giorgione ha voluto seguirmi e qui è iniziata la nostra collaborazione che quest’anno ha visto anche l’entrata di un altro Mister, Tuomas Silvennoinen, completando uno staff che nulla lascia al caso e cura ogni dettaglio.
 

Nella visione della squadra formazioni, gioco, cambi, allenamenti, siete sempre d’accordo o nascono dei contrasti?
 
(Risponde Mister Esposito) I contrasti sono sempre i benvenuti nel nostro rapporto, ci danno gli spunti e l’occasione per crescere, riflettendo su ogni particolare e poi trovando la quadra comune. In ogni caso condividiamo tutto ma abbiamo deciso di dividerci gli ambiti di competenza specifica: io seguo la parte Tattica e sovraintendo, Gert si occupa dei nostri Principi di Gioco e Tuomas lavora principalmente sui singoli nel dettaglio e fa l’analisi video e dati, assieme al report che dopo ogni partita ci fornisce InStat.
 
Per la formazione abbiamo un rito. Ogni venerdì, a fine ciclo allenamenti, facciamo una riunione davanti ad un boccale di birra, dove ricapitoliamo le cose positive e non, a livello individuale e collettivo, dando ognuno la propria idea di 11 titolare: alla fine collego ogni dettaglio e butto giù la formazione per il brindisi finale.
 
Per quel che riguarda il lavoro settimanale è davvero un  piacere organizzarlo (lavorando sull’individuo, sui nostri Principi di gioco e sulla Tattica collettiva, sempre con la cura del dettaglio) ed analizzarlo (filmiamo quasi ogni allenamento sia per capire dove fare meglio noi sia per correggere i ragazzi), puntando sempre ad aggiungere e sperimentare cose innovative, che siano da stimolo per noi e per i ragazzi che non devono avere una routine ma essere sempre stimolati soprattutto cognitivamente, cosa per noi fondamentale: il giocatore deve essere consapevole e pensante.
 
Per esempio Gert nel suo continuo “girovagare” fisicamente e non per i vari ambienti calcistici Europei, alla ricerca di spunti, ricerche scientifiche, studi e analisi di dati ecc, non smette mai di apportare al nostro staff degli stimoli nuovi che poi analizziamo e metabolizziamo nella nostra idea di lavoro e calcio per poi introdurlo sul campo e alla squadra: dove importantissimo è il lavoro certosino di Tuomas, sempre pronto a fermarsi a fine allenamento per migliorare ogni singolo, su nostra o loro richiesta, tramite quel lavoro specifico che viene già stimolato subito al loro arrivo al campo quando trovano il suo sorriso ad aspettarli con il Mac pronto…i ragazzi sanno già che li attende per mostrare video con cui analizzano assieme ogni aspetto per spronarli ad un miglioramento continuo.
 

Allenate i 2002 ragazzi che a breve possono giocare con delle prime squadre come gestite il rapporto coi vostri ragazzi e con i genitori?
 
(Risponde Mister Remmel) Mai avuto problemi con nessuno dei due, ogni giocatore per noi non è un’isola a se ma parte di un progetto e soprattutto di una squadra (non per nulla il calcio è il gioco di squadra per eccellenza), noi cerchiamo di far capire ai nostri ragazzi l’importanza di dare il meglio non solo per se stessi ma in particolare per il gruppo. (Esposito aggiunge) Fondamentale anche il ruolo a supporto dei genitori, che noi preferiamo coinvolgere spiegando il lavoro che facciamo coi loro ragazzi piuttosto che tenerli distante come spesso usa nel SG. Noi siamo sempre aperti a confrontarci coi genitori per la crescita umana dei ragazzi, anche a spiegare come vediamo la crescita da giocatore ed eventuali difficoltà ma non accettiamo discussioni sulle scelte di campo.
 
(Ancora Remmel) Aggiungo inoltre che lavoriamo con molti ragazzi stranieri o italiani di seconda generazione: la nostra è sicuramente la squadra più multietnica dei gironi Allievi Elite, questo per noi è senza dubbio uno stimolo, ma anche un vanto perché attraverso lo sport creiamo una integrazione vera tra le varie culture di questi ragazzi aiutandoli non solo a giocare, ma anche a crescere assieme nel rispetto reciproco, credendo fortemente che la diversità accresce e non è mai un problema: un valore che non bisogna mai dare per scontato.
 

Punto sul campionato attuale?
 
(Risponde Mister Remmel) Siamo primi a +4 sulla seconda avendo noi una partita in meno e a +18 sulla terza battuta domenica in trasferta, dopo aver passato il girone d’andata ad inseguire arrivando anche ad essere terzi a -6 dalla vetta, ora abbiamo un ciclo aperto di 12 vittorie consecutive. Crediamo che in qualsiasi cosa ci voglia determinazione e spirito di sacrificio per questo chiediamo sempre ai ragazzi ad inizio stagione che obbiettivo hanno sia individuale che di squadra: ambiscono a diventare giocatori veri e vincere il campionato? “Bene, allora iniziamo a sudare sangue per questo” e loro sanno che non scherziamo!
 

L’anno scorso vincendo il titolo di Campioni d’Italia della vostra Categoria, avete portato il Giorgione Calcio nel punto più alto della sua storia, com’è nato questo successo?
 
(Risponde Mister Esposito) Con il lavoro, tanto, tanto, tanto, lavoro curando ogni minimo particolare ma sempre unito al divertimento.
 
Ogni nostro giocatore deve capire in qualsiasi momento quale sia la giocata o il movimento che abbia più PROBABILITA’ di essere efficace, che stia giocando in attacco o in difesa in qualunque punto del campo: ad esempio devono capire che tirare da lontano ha una bassa percentuale di realizzazione, infinitamente minore di cercare una soluzione dentro l’area; ed anche in area ci sono spazi dove si ha più possibilità di segnare rispetto ad altri. Insomma cerchiamo di far capire ai ragazzi che  nulla in campo deve essere lasciato al caso o alle giocate fine a sé stesse, tutto deve svolgersi attraverso un filo logico in cui ognuno porta la propria qualità e creatività tecnica e caratteriale verso il beneficiario finale che è la squadra. Un’idea di calcio che può sembrare futuristica ma che ha già iniziato a farsi largo nel calcio Europeo.
 

Dopo i successi dell’anno scorso e il buon trend di quest’anno quali sono i vostri progetti per il futuro?
 
(Risponde Mister Esposito) Un unico progetto, continuare insieme a Gert e Tuomas questa avventura, poter lavorare e sperimentare quel gioco del calcio che noi abbiamo in mente, continuare a proporre in una realtà di provincia quello che crediamo sarà il modo di fare Calcio nel prossimo futuro e tutto questo senza la ricerca spasmodica di risultati o titoli, a noi interessa lavorare bene il resto è solo un valore aggiunto che il lavoro porta a raggiungere.
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