Intervista a Paolo Tonetto, Allenatore 2006 Rossi - Giorgione Calcio

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Intervista a Paolo Tonetto, Allenatore 2006 Rossi

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Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Paolo Tonetto, allenatore degli Esordienti 2006 Rossi.

-Paolo, parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare al Giorgione.
Prima di arrivare al Giorgione allenavo gli Esordienti della Piombinese e mi occupavo della preparazione “atletico/coordinativa” dei Giovanissimi. Frequentavo il corso di laurea in Scienze Motorie all’Università di Ferrara e facevo il pendolare ogni giorno per riuscire ad essere in campo alla sera.
Nel 2012 è arrivata la “chiamata” del Giorgione con la proposta di allenare i pulcini. Se devo essere sincero feci fatica a crederci perché sapevo che da esterno era difficile entrare a far parte della società come allenatore ed è stato quindi un motivo di grande orgoglio. Senza rendermene conto sono già passati 6 anni ma mi sembra ieri quando feci il primo allenamento allo stadio di Castelfranco.

- Il tuo mito calcistico?
Fin da piccolo il mio tifo è stato bianconero. Sono cresciuto con giocatori come Del Piero, Zidane..ma ho sempre considerato Nedved il giocatore per eccellenza perché in campo dava sia qualità che quantità e non mollava mai.

- La volta in cui sei stato più felice e quella meno nel mondo del calcio?
Il momento in cui sono stato più felice a primo impatto lo attribuirei al mio esordio nel campionato promozione, ma in realtà tutta quella stagione la ricordo con gioia in quanto ritengo esser stato l’anno dove diedi il meglio di me come calciatore dilettante. Comunque, per come ho vissuto il calcio io da ragazzo/adulto, la felicità era anche semplicemente lo stare in gruppo e giocare insieme ai miei amici o a tutte le persone che ho conosciuto  e apprezzato e che mi hanno fatto crescere come uomo principalmente, prima di essere calciatore.
Il momento meno felice non ho dubbi a dire quale sia. Avevo 19 anni e, durante un allenamento, mi ruppi il ginocchio. Era una battuta d’arresto mai subita, mi ha lasciato abbastanza frastornato ma mi sono impegnato per recuperare e per tornare in campo il prima possibile. Purtroppo, 5 mesi dopo mi è ricapitata la stessa cosa. Mi sentivo molto giù di morale ma anche in quel momento ho trovato la forza per rialzarmi, non potevo mollare.

- Alleni gli esordienti 2006, dai un giudizio del lavoro che stai facendo.
E’ difficile rispondere a questa domanda perché ogni anno il mister cerca di dare il meglio di sé, di imparare dagli errori della stagione precedente e di spronare i ragazzi a far sempre del loro meglio. Appartenendo al Giorgione si danno quasi per scontati i risultati positivi ed è lì che può arrivare la batosta. Devono quindi riconoscere il valore della maglia che indossano, deve essere un motivo di vanto e di orgoglio.
Il lavoro di quest’anno per me principalmente è far capire ai ragazzi l’importanza di far parte del mondo Giorgione perché questa è una società che può permettere loro di avvicinarsi concretamente ai proprio sogni sportivi.

- Quali sono, secondo te, i principiali obiettivi da perseguire con i ragazzi dell'età e categoria che alleni?
I principali obiettivi che devono raggiungere i ragazzi sono la consapevolezza di sé e dei propri mezzi, nel rispetto dei compagni e degli avversari, non sottovalutando lo sviluppo della competizione. Altro aspetto è il consolidamento dell’area motoria di base, cioè delle capacità coordinative/condizionali, e ovviamente l’incremento delle capacità tecniche/tattiche individuali e di squadra.

- Il gioco a cui giocavi di più da bambino?
Il calcio, senza ombra di dubbio.

- Cosa significa per te essere al Giorgione?
Come detto prima, essere al Giorgione è motivo di grande orgoglio, ma soprattutto mi permette di crescere continuamente come allenatore, avendo la possibilità di confrontarmi con Mister preparati e professionali.

- Cosa ti aspetti dalla stagione appena iniziata?
Spero di vedere una crescita continua dei ragazzi sia dal punto di vista individuale che a livello di squadra in quanto, come dico sempre loro, il potenziale c’è e bisogna farlo emergere e questo me lo sono posto io come obbiettivo per loro, cercare di fare emergere il meglio di loro, da tutti i punti di vista.

- Progetti Futuri
Continuare a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la mia passione di allenare.


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