Intervista a Remmel Gert, Allenatore 2001 - Giorgione Calcio

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Intervista a Remmel Gert, Allenatore 2001

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Gert, parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare al Giorgione.
Ho iniziato come allenatore a tempo pieno molto presto: a 20 anni in Estonia con i giovani della mia città. Dopo alcuni anni mi sono trasferito in Finlandia, dove ho lavorato in molti luoghi e con differenti ruoli: ad esempio, all'inizio come allenatore delle giovanili poi come direttore tecnico in una scuola di calcio privata. Dopo molti anni interessanti e assai utili come esperienza, ho avuto la possibilità di allenare il club che vanta il tifo più caldo in Finlandia: l'HIFK, che all'epoca giocava in Serie C (ora è tornato in Serie A). Dopo un anno accettai la proposta del FC Honka, in serie A, come assistente in 1a squadra e coach della squadra riserve. Sono molto orgoglioso di questa esperienza e di quanto fatto durante la mia permanenza. Infatti, ottenemmo entrambi gli anni la qualificazione all'Europa League e anche mandammo moltissimi giocatori nelle nazionali giovanili: addirittura in 2 partite dell'U21 il 50% dei titolari arrivava dal nostro club.
Dopo questi due splendidi anni, mi trasferii a Barcellona a studiare il Barca e la metodologia Catalana. Poi Lisbona fu la tappa successiva, a studiare presso la famosa Università del calcio dove si è sviluppata la famosa metodologia portoghese (in questi anni ad es. è molto conosciuta la Periodizzazione Tattica), Mourinho e Villas Boas fra i più famosi.
Durante tutti questi ultimi anni, ho anche lavorato come analista calcistico ed opinionista per i media finlandesi (magazine e tv), cosa che continuo a portare avanti anche durante questa mia esperienza al Giorgione a fianco di mister Esposito. Che è anche il motivo per cui sono qui. Ci siamo conosciuti a Coverciano per il corso Uefa A per Allenatori Professionisti: realizzando che vedevamo il calcio alla stessa maniera sotto molti aspetti, iniziammo a pensare di potere sviluppare un progetto assieme, cosa che stiamo portando avanti coi 2001 da 2 anni.

Il tuo mito calcistico?
Per essere onesto non vedo i calciatori come miti, assolutamente. Se devo pensare ad un mito, mi vengono in mente scienziati, scrittori o musicisti, non sicuramente calciatori. Ma se proprio devo dire un calciatore che rispetto oltremodo per varie ragioni, potrei dirti Esteban Cambiasso per il suo elevato livello di universale. O Batistuta per il suo desiderio maniacale di attaccare la porta sopra ogni cosa. O Andres Iniesta che può cambiare tutto il ritmo e la dinamica di una partita nel giro di pochi metri o secondi. Ma anche questi sono solo ottimi calciatori, nulla più. Mi spiace!

La tua qualità e il tuo difetto?
La mia qualità è abbastanza evidente: sono curioso, mi piace pensare di essere innovativo e capace di cambiare il corso delle cose. Come difetto direi la mancanza di pazienza.
Il tuo genere musicale preferito?
Rispetto assolutamente ogni stile e genere musicale. Credo che fare il musicista sia una delle professioni più belle. Se proprio devo scegliere un genere in particolare in questo momento direi di sicuro jazz e rap. So che non sono due generi molto comuni, ma forse è proprio per questo che mi piacciono.
Cosa significa per te essere al Giorgione?
Ha lo stesso significato della prima ragazza: perchè il Giorgione è il mio primo club in Italia. Come tutte le cose che accadono per la prima volta, che finiscono per avere un posto speciale nel cuore e nella testa. Al momento il Giorgione è la mia casa. Sono felice ed orgoglioso di fare parte di questa società. Ma allo stesso tempo ricordo che per ballare lo si fa meglio in due... Per questo credo che anche il Giorgione possa essere felice ed orgoglioso del fatto che io dedichi tutte le mie competenze professionali e il mio tempo alla squadra 2001, che è parte assai importante della famiglia Giorgione.

Cosa ti aspetti dalla stagione appena iniziata?
Stefano ed io ci aspettiamo che ogni giorno passato lavorando con la squadra sia significativo. Spesso parliamo che il nostro obbiettivo è il perfezionismo. Nel senso che organizziamo e prepariamo ogni singolo aspetto dell'allenamento e della vita calcistica dei ragazzi per ottenere il meglio da loro e potergli trasmettere il nostro meglio. Per questo ci avvaliamo di aspetti tecnologici altamente professionali per la raccolta dati e video sia riguardo le partite di campionato sia riguardo la salute e prevenzione degli infortuni dei ragazzi: non vogliamo lasciare nulla al caso. Vogliamo crescere continuamente, giocando il calcio che trasmettiamo e condividiamo coi ragazzi con grande orgoglio.
La perfezione, nel vero senso del termine, è chiaramente impossibile da raggiungere ed è per questo che è anche così affascinante: probabilmente non la raggiungerai mai, ma almeno puoi sempre provarci.

Progetti Futuri?
La mia risposta in questo caso credo sia noiosa e piena di cliche, ma è giusto dartela. Anche perchè non la so, ad essere sincero. Mi concentro una stagione per volta e sono una persona felice perchè amo il calcio e ciò che faccio, ma allo stesso tempo non mi identifico solo col calcio come persona: posso essere e fare altre cose. Anche se il calcio è la mia vita al momento e lo è da lungo tempo, quando ho capito che non mi identifica come persona ho iniziato a viverlo in maniera più serena, ad essere più felice, ad essere anche un allenatore migliore.  

Una cosa posso dirla di sicuro: quando e dove allenerò l'anno prossimo, bè sarò sicuramente un allenatore migliore di quanto lo sia ora. Perchè il futuro è già il minuto dopo. Quindi è meglio finire questa intervista e concentrarmi su cosa farò il prossimo minuto, il mio prossimo futuro.
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