Intervista a Simone Olivi, Responsabile Tecnico Scuola Calcio e Allenatore 2007 - Giorgione Calcio

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Intervista a Simone Olivi, Responsabile Tecnico Scuola Calcio e Allenatore 2007

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Abbiamo intervistato per il consueto appuntamento con le interviste al nostro staff, Simone Olivi, allenatore dei Pulcini 2007 Rossi.

-Simone, parlaci di te e della tua esperienza prima di approdare al Giorgione.
Tutto per me è cominciato nei campetti del mio paese, dove con la Brianese ho cominciato a giocare all'età di circa 5 anni. Successivamente ho giocato nel vecchio G.S. Veternigo e nel Calcio Trebaseleghe, diventato dopo una fusione, Ambrosiana Trebaseleghe. Qui all'età di 17 anni, durante un allenamento con la Juniores Regionale, il Responsabile del Settore Giovanile mi ferma e scherzando mi fa: "Simone, quando cominciamo ad allenare?"... "Franco... Quando vuoi!" Il giorno dopo ho cominciato con i Piccoli Amici e Pulcini. Ho fatto due anni qui, smettendo di giocare per causa di un infortunio alla schiena durato per tutta la stagione. Un giorno mi arriva la chiamata di uno dei Responsabili del Giorgione che mi chiedeva di cominciare intanto con il Campus estivo e poi con una delle loro squadre dell'Attività di Base, cominciai quindi con i Pulcini 2006 B e vice dei Pulcini 2004. L'anno dopo i 2008 A e da due anni guido i 2007. Nell'intermezzo ho fatto il maestro della tecnica e ora ho il ruolo di Responsabile Tecnico della Scuola Calcio e Responsabile del Sito Web.

- Il gioco a cui giocavi di più da bambino?
Senza dubbio il calcio, in ogni momento, in ogni posto. Poi, abitando vicino a cugini e amici, si giocava veramente ogni pomeriggio. Se non era calcio, ci si arrampicava sugli alberi, si giocava a nascondino, non solo in casa, ma per tutto il paese, il gioco durava quindi anche tutto il pomeriggio a cercare una persona! Un altro divertimento pazzesco per noi era gareggiare con biciclette, monopattini e qualsiasi cosa avesse le ruote. Ma una delle cose più divertenti e da pazzi erano quelli che noi chiamavamo "Parasalti": venivano costruti dei salti con mattonelle, ceste della frutta etc e tavole di legno, poi con bicicletta, monopattini e tricicli dei fratelli si prendeva la rincorsa e si saltava. Infine ovviamente, via ancora a giocare a calcio!

- Il tuo mito calcistico?
Beh, senza dubbio Javier Zanetti. Per me un punto di riferimento sotto ogni punto di vista. Poi ho sempre avuto un debole per altri giocatori, dal Chino Recoba a Del Piero, passando per altri Top del nostro vecchio calcio.

- La volta in cui sei stato più felice e quella meno nel mondo del calcio?
Beh senza dubbio l'infortunio giocando una amichevole con la Prima Squadra ai tempi del Trebaseleghe è stata la più difficile da affrontare. Ho provato di tutto, visite con fiseoterapisti, integratori, di tutto e di più. Infine avevo una costola inclinata e una costola ruotata. C'è sicuramente di peggio.
Una soddisfazione enorme è stata quando Juventus FC mi ha convinto a restare al Giorgione e portato più volte a Vinovo a parlare del mio tipo di lavoro.
Però la più felice sicuramente è stata domenica scorsa, in amichevole con il Bassano vinta per 3-1. Non mi interessa nulla del risultato, sia chiaro, ma veder i ragazzi in campo collaborare, sostenersi e metter in pratica tutto il lavoro fatto in questi due anni mi ha portato al secondo tempo a versar una lacrima di commozione. Non mi era mai successo di commuovermi per il calcio, quindi non ho nessun dubbio, amo i miei ragazzi ed è una fortuna che grazie a loro avrò sempre questo ricordo speciale.

- Sei Responsabile Tecnico della Scuola Calcio, secondo te, i principiali obiettivi da perseguire con i ragazzi di queste annate?
Innanzitutti per me esser Responsabile Tecnico di una società così gloriosa è un onore. La filosofia nostra, che vogliamo ci contraddistingua, è il metter il focus sul singolo giocatore. Il principio fondamentale sul quale si basa il nostro presente e futuro è il concentrarsi dalla Scuola Calcio nello sviluppo tecnico ed umano strettamente individuale di ogni singolo giovane, fornendo esperienze che regalino divertimento e autostima ai ragazzi, prestando particolare attenzione anche allo sviluppo di obiettivi mentali, cioè il coraggio, la personalità, il rispetto, l’educazione e tutti gli atteggiamenti che un ragazzo dovrebbe, secondo la nostra filosofia, avere in campo e fuori. Tutto questo per preparare dal punto di vista cognitivo e coordinativo-motorio, i più piccolini all’acquisizione di principi del gioco del calcio e fornirne già ai più grandi. Fattore fondamentale del progetto, sono anche gli obiettivi emotivo-relazionali, quindi il mettersi a disposizione e il sapersi relazionare in un gruppo squadra, con la speranza che possano affrontare al meglio e con più sicurezze il loro percorso sportivo e di vita.

- Alleni i Pulcini 2007, dai un giudizio del lavoro che stai facendo.
Ripeto, sono un gruppo davvero fantastico, sia i ragazzi che il gruppo genitori. Un gruppo di amici, nessuno mai sopra le righe e disponibilità massima in tutto. Tutto questo sicuramente porta ad una facilità nell'allenare e gestire un gruppo. I ragazzi son cresciuti davvero molto dal punto di vista tecnico grazie anche alla filosofia di allenamento che ci siamo predisposti di usare. Io son un fanatico della cura del gesto tecnico, della voglia di creare un gruppo e i ragazzi son stati bravissimi a creare tutto questo in brevissimo tempo. Sicuramente quando dovrò lasciarli, sarà per me un momento davvero triste!

- Cosa significa per te essere al Giorgione?
Per me il Giorgione è diventata una famiglia vera e propria, a questa società devo veramente tanto. Son arrivato e mi hanno accolto subito al meglio tutti! La cosa che più mi fa piacere e mi rende orgoglioso è la fiducia che mi stanno dando, ogni anno sempre di più! Per me esser qui ad allenare e a fare il Responsabile Tecnico è un privilegio, vivo situazioni, problematiche e conseguenti soluzioni che mi fanno crescere sempre di più, giorno dopo giorno.

- Progetti Futuri
Allenare è il mio sogno e la mia passione. Fare di questo il mio lavoro è un progetto e un idea che mi stimola. Son giovane, ho la consapevolezza di questo e perciò voglio crescere in fretta. Voglio affrontare più esperienze possibili e maturare sia dal punto di vista tecnico-tattico, sia umano e di conseguenza dare ancor di più ai ragazzi che ho e spero avrò la fortuna di allenare. Le cose che bollono in pentola sono molte e affascinanti. La mia speranza però, non posso nasconderlo, è arrivare presto in un ambiente professionista, fare trasferte anche all'estero e vivere questa passione a 360 gradi, anche grazie al sostegno di una famiglia e di persone, amici e la mia ragazza in particolare, che comincia ad andare via con la maglietta del Giorgione!
In ogni caso, amo questa società e qualsiasi cosa accadrà, la porterò sempre nel cuore!!!
Colgo l'occasione per augurare a tutti, ragazzi, genitori, tifosi e colleghi un sereno 2018!


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