La Prima Grande Crisi - Giorgione Calcio

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La Prima Grande Crisi

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".

Dopo l'uscita di scena del conte Alvise Venezze il Giorgione è costretto al regime commissariale. Commissari alla presidenza per l'anno '49/'50 sono Gedeone Calzavara e Piero Serena, mentre segretario è Luigi Ongarato. Commissione tecnica formata da Antonio Antonello, Silvano Barbiero e Gino Luzzato. Allenatore resta Fincato. Il campionato sarà negativo e si concluderà con la retrocessione del Giorgione in Prima Divisione. Ma non potrà essere altrimenti viste anche le prerogative. Infatti il 5 settembre 1949 i giocatori del Giorgione sottoscrivono una interessante dichiarazione. Eccola. "I sottoscritti giocatori del G.S. Giorgione consci della grave situazione finanziaria, dichiarano di essere pronti a prestare la loro attività gratuitamente, con la speranza, che unendo questo loro sforzo a quello dei preposti alla direzione, la grave crisi attuale venga superata. Invitano tutti coloro che amano lo sport, ad aiutare, in ogni modo e nelle loro possibilità, questa Giorgione, che per nove mesi all'anno esplica 'attività che appassiona migliaio di sportivi". Sottoscrivono: Odilo D'Andrea, Orlando Marcon, Antonio Guarise, Armando Pisanello, Ermanno Giovine, Bruno Andretta, Ivo Baggio, Flavio Turetta, Elio Stangherlin, Angelo Guadagnin, Bruno Bresolin, Luigi Bonin, Renato Piva, Aldo Ragusa, Giovanni Burnelli, Domenico Zanusso, Mario Tomasin. Mentre un mese prima il direttivo aveva deciso di rinunciare al campionato di Promozione per affrontare il meno impegnativo campionato Interregionale di Promozione. Quella del  '49/'50 è la stagione più difficile, ci sono le dimissioni di Luigi Ongarato dalla carica di segretario,  mentre Ostani non assume nessuna carica di rilievo, pur orbitando sempre attorno al Giorgione. Si tratta di uno di quei rari periodi in cui Ostani si defila dalla gestione diretta. Nel '50/'51 il Giorgione milita ne torneo di Prima Divisione. Una stagione anonima, terminata in posizione di centroclassifica, a 24 punti. C'è però il ritorno di Ostani come commissario alla presidenza insieme a Canzio Muschietti e Gedeone Calzavara. Segretario Antonio Rossato e allenatore ancora Antonio Fincato. Qualche movimento importante si registra l'anno dopo e viene allestita una squadra in grado di ben figurare. La carica di presidente viene assunta da Giorgio Pirollo, su incarico della commissione, segretario è Francesco 'Cecchi' Battiston e tecnico Silvano Barbiero. Il campionato con alla guida Barbiero che propone un tipo di gioco moderno, cioè con il libero dietro, viene concluso al secondo posto a pari punti con il Mira , a sole due e lunghezze dal vincitore Montebelluna, ancora una volta davanti ai castellani. Ma contando gli scontri diretti il Giorgione ha la meglio sul Mira dell'ex-Fincato, in quanto dopo aver imposto il 2 a 2 o Mira, batte i veneziani per 5 a 0 in casa, con Barbiero che in una delle ultime apparizioni come allenatore-giocatore riesce a disorientare con uno stratagemma  tattico il suo vecchio allenatore. Barbiero però prima della fine viene esonerato e sostituito da Alcide Ongarato.  Probabilmente a dettare la scelta sono dei malumori di spogliatoio ma per 'Nano' si fratta di una grande amarezza. L'anno dopo guida la squadra    ancora Alcide Ongarato con il Giorgione che termina a centrogruppo a 33 punti ma a quanto pare i rossostellati hanno fatto i cattivelli, come testimonia il penultimo posto in Coppa Disciplina. Stessi punti anche per il nuovo allenatore Bortoletto l'anno dopo, mentre nel '54/-55 il punteggio scende a quota 30 sempre con una posizione finale di centroclassifica. Sono anni in cui come giocatori emergono Antonio Guarise, Flavio Turetta, Iseo Marcon, che poi diventerà custode degli impianti sportivi castellani. Ma sono tutti atleti castellani più o meno bravi, più o meno importanti, che sarebbe impossibile nominare. Nel     55/'56  ritorna Barbiero come allenatore, mentre torna anche Odilo D'Andrea dopo l'esperienza in Serie C con il Trento. In quell'anno la formazione tipo è questa: Bonin in porta, Guarise e Agostinetti terzini, Stocco libero, Guidolin, Galvan, D'Andrea e Prior a centrocampo, mentre la linea d'attacco è composta da Rossetti, Zanatta e Calzavara. D'Andrea ricopre anche la carica di vice Barbiero, quando questi è impegnato a Bologna con l'Università. Vita dura quell'anno, con salvezza strappata all'ultimo giornata, grazie a un 3 a 3 a Montebello, col Giorgione guidato da Gino Lamon, ripescato, dopo che Barbiero ha conosciuto il suo secondo amaro esonero. Ancora con Lamon l'anno dopo la posizione è medio bassa, mentre nel '57/'58 c'è un altro grande ritorno, quello di “Jaio” Scudeller. Ma con Scudeller che gioca e allo stesso tempo allena, il Giorgione termina il campionato a penultimo posto con 13 punti. Stagione disastrosa, però in estate arriva la bella notizia del ripescaggio, per le "possibilità  tecniche, logistiche e sportive", come recita un comunicato del Comitato Regionale Veneto. La Promozione ha cambiato nome, diventando Prima Divisione, ma poco cambia. Nel '58/'59 si assiste ad una nuova salvezza risicata, ma si assiste anche alla timido entrata di nuovi soci. Comincia il dottor Angelo Stradiotto, mentre iniziano ad affacciarsi alcuni personaggi  come Renato Zardini, Raoul Pietribiasi, Benito Dotto, che pur non essendo direttamente coinvolti nella gestione si interessano delle sorti del sodalizio. Un anno dopo si registra una nuova ristrutturazione dei campionati, ma il Giorgione resta nel massimo torneo dilettantistico di Prima Categoria. I piazzamenti d'ora in avanti saranno buoni e prepareranno la strada alla 'rivoluzione' del luglio '62. Si comincia col quinto posto a 33 punti nel '59/'60, un quarto, un anno dopo, quando alla guida tecnica è subentrato il trevigiano Capri, e infine sempre con Capri, e questo testimonia una certa rinascita per il Giorgione che ha abbandonato il regime 'autarchico' imposto dalle ristrettezze economiche, un sesto a 34 punti nel 'ó1/'ó2. Il momento nero è stato superato, a fine anni cinquanta è ricominciata una certa tendenza alla risalita, ma il vero cambiamento di rotta ci sarà nel 1962. Gino Sartor, da sempre interessato alle sorti della squadra, comincia a sondare tra gli appassionati e gli imprenditori le disponibilità ad entrare nel sodalizio. La sua mediazione darà ottimi frutti, in quanto da una riunione al teatro Accademico uscirà un nuovo Giorgione, prima forma di gestione collegiale. Una nuova società destinata a risollevare il Giorgione, anche se maturerà nel suo seno le tensioni tra due correnti, destinate a dividersi prima o  poi, e a far ripiombare il Giorgione nella crisi.
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