La Rinascita - Giorgione Calcio

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La Rinascita

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".

 
Le basi per la costruzione di una società in grado di riportare i Giorgione ad alti livelli le pone Gino Sartor, che nell'estate del 1962 si mette a scandagliare l ‘ambiente imprenditoriale castellano. Nel corso di un'accesa riunione al teatro Accademico vengono messi sul tappeto i problemi della società e al termine viene disegnato un nuovo organigramma. I nuovi uomini saliti a vertice vengono anche paragonati ai giovani colonnelli che in quel tempo assumono potere in alcuni Stati del mondo. Ma è una forzatura, anche perché i 'colonnelli' danno al Giorgione la prima forma di gestione comune democratica. Ma anche questa è una forzatura. Il “'generale” è Renato Zardini, mentre i suoi collaboratori più stretti sono Raoul Pietribiasi, Benito Dotto, Angelo Stradiotto, ancora Ivano Ferello,  Elio Modino e il maestro Stocco. Più tardi entrano anche Renato Vudafieri e Antonio Pivetta. Giuseppe Ostani rischia grosso, ma non viene eliminato e rimane con la carica di consigliere a vita. Partecipa con poca voglia alla gestione, ma riesce ad esercitare un certo ascendente su uno degli uomini nuovi, l’economo Raoul Pietribiasi. La carica di presidente per un anno viene affidata al dottor Angelo Stradiotto, che per esercitare la professione di medico non riesce a seguire da vicino le sorti della società. Stradiotto morirà nel '67, ricordato da Ostani come uno dei suoi più validi collaboratori e anche come giocatore, precisamente portiere, del Giorgione anni trenta. La prima scelta per i nuovo collegio e per i suoi ‘colonnelli' riguarda l'allenatore. La scelta cade su Danilo Perli, allenatore vincente, che ha avuto un passato da giocatore anche con la maglia del Giorgione. Il primo anno con Perli è di assestamento, tanto che il Giorgione termina al quart'ultimo posto a 32 punti, causa anche un vistoso calo dopo aver accarezzato le posizioni medio alte. La filosofia di Perli per vincere è semplice semplice: innestare nel buon telaio formato da castellani, giocatori provenienti soprattutto dal Padova. I castellani Foscarin, Ongarato, Zilio, Bracciale, vengono affiancati dai vari Borille di Maserà, Bellato di Ceregnano in provincia di Rovigo, Daga di Padova, Gambardella di Gioia Tauro, Spolaore di Santa Maria di Sala, Bajran, nato a Fiume e residente a Frosinone. Quasi castellani sono da ritenersi Faleschini di Cittadella, Biasin di Camposampiero, Bottacin e Mason di Loreggia, Borsato e Rossi di Istrana  e  Pasqualon di Piazzala sul Brenta. Nel gennaio '63 esce anche il primo numero di 'G.S. Giorgione Calcio, primo giornalino della società e di Giorgio Lago. Anche questo testimonia la resurrezione e una certa disponibilità di liquidi. La squadra migliora nel '63/'ó4 e pur calando nel finale termina a quota 30 punti al sesto posto, dopo aver raggiunto addirittura il secondo. Seguono tre anni in cui i rossostellati, in corsa per raggiungere la Serie D, con una delle squadre più attrezzate del girone, terminano puntualmente al secondo posto. Nel 'ó4/'ó5 il massimo campionato dilettantistico cambia nome, ridiventa  Prima Categoria. Il campionato lo domina lo Jesolo, che poi vincerà gli spareggi a tre per passare di categoria con Arzignano e Clodia. I  ros-sostellati terminano al secondo posto, a 44 punti, 6 meno della capolista, regolando allo sprint il Montebelluna. Importanti gli innesti in squadra di uomini come Toffanin, Baggio, Cimador, Marinello, e si fa largo anche Sergio Mason, che poi  passerà al Torino, soprannominato 'Ghiaccio'. Nel '66 tra i ragazzi si mette in evidenza Bernardino Fabbian. Lo cerca la Roma, con Dino Viola, che in qualità di amministratore delegato della Simmel si interessa delle vicende del Giorgione. Ma andrà all'Inter, che lo schiererà, bruciandolo, in occasione dello scontro con il Borussia di Netzer. Giusto a Fabbian toccherà Netzer, che con il giovane castellano andrà purtroppo a nozze... L'anno 'ó5/'óó vede il Giorgione contendersi la vittoria finale fino all'ultima giornata con il Conegliano, che riesce a spuntar a di un so o punto. Lo scontro decisivo si gioca a Castelfranco, ma il Giorgione viene bloccato dall'avversario sull' uno a uno. Da segnalare una notevole vittoria esterna Crocetta , per 6 a 0, il 26 settembre '65. L'anno dopo ci sono gli importanti innesti di Carraro, Valente, Malipiero, centravanti di grosso spessore, Bertoncello, Binotto, Tessari. Ma già da qualche tempo serpeggia una certa polemica nell'ambiente Perli vuole vincere, ma vuoi per una cosa, vuoi per un'altra, non ci riesce. Per vincere si affida a giocatori di esperienza, mortificando il vivaio, che diretto da Guarise sa sfornare fior di giocatori, puntualmente venduti. Infatti le polemiche scoppieranno a fine stagione, con un violento processo a Perli. Il piazzamento finale è buono, un terzo posto, dopo una estenuante lotta a vertice con Belluno e Caorle, che vincono a pari merito a 48 punti. Si forma una frattura in seno al consiglio: da una parte Pietribiasi e Ostani che vorrebbero l'esonero di Perli, dall'altra il gruppo Zardini-Dotto che non ci vuole sentire. I capi d'accusa vertano soprattutto sulla scarsa propensione a sviluppare il vivaio da parte di Perli. Li vedremo più dettagliatamente comunque più avanti. Vince l 'ala Zardini, ma lo scontro è soltanto rimandato. Il campionato successivo è quello della vittoria a mani basse del campionato, con addirittura 12 punti di vantaggio sul Caorle. Non è finita perché per andare in Serie D occorre vincere gli spareggi a tre con Malo e Clodia. Il mini girone lo vince ancora il Giorgione con 5 punti davanti al Clodia con 4 e a Malo con 3. La rosa guidata da Perli è formata da: Carraro, Bresolin, Zago, Bertoncello, Zilio, Malipiero, Borille, Forzan, Ballan, Mason, Rossetto, Valente, Rinaldi e Stocco. Più i giovani talenti Bellotto, Cerantola, Precoma, Nosarini. Di questi, due saliranno in Serie A, Bellotto e Cerantola. La squadra titolare trionfatrice è questa: Faleschini, Boriile, Forzan, Bresolin, Campanaro, Bertoncello, Valente, Rinaldi, Malipiero, Carraro, Zilio. Quell'anno il Giorgione accarezza anche l'idea di vincere la Coppa Italia Dilettanti. Giunge alla semifinale che deve giocare in andata ritorno contro l'Almas di Roma. Per la prima partita Castelfranco riempie un treno speciale e a Roma finisce bene, 0 a 0. Purtroppo al ritorno i romani si impongono per 1 a 0 e così svanisce il sogno di 'grande slam'. C'è festa, ma c'è anche un conto da chiudere: Pietribiasi, a capo di una corrente chiede l 'esonero di Perli, e lo ottiene soltanto a costo di una frattura violenta nella società,. Infatti l'ala guidata da Zardini sbatte la porta e si defila.
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