Lo Stadio - Giorgione Calcio

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Lo Stadio

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".
Proprio all'epoca fascista risale la costruzione dello stadio, al tempo uno dei più moderni e funzionali della zona. Uno stadio da far invidia a città ben più grandi. Ma prima della costruzione dello stadio il Giorgione dovette arrangiarsi a giocare in campi più o meno improvvisati. Il primo incontro ufficiale, di cui è rimasta testimonianza, si giocò a Salvarosa, in piazza d'Armi, su un terreno militare, scomodo perché molto lontano dal centro, posizionato dove attualmente si trova il ristorante Barbesin. Mentre per gli allenamenti e per, si presume, altre partite minori, venne utilizzato un altro terreno militare, però più in centro, il maneggio dei Lancieri a Cavallo, terreno dislocato in prossimità dell'alloro caserma di Cavalleria, dove c'erano i fabbricati del Consorzio Agrario. Per gli incontri importanti piazza d'Armi, troppo distante dal centro cittadino, venne subito sostituita dalla Piazza del Mercato. Anche perché il calcio cominciava già ad attecchire. Veniva utilizzato il tratto che va dall'entrata di casa Andretta all'ingresso di borgo Monte Grappa, ovvero la cosiddetta 'Piazza dei Porsei'. Allora la piazza non era ricoperta con il porfido, quindi il campo veniva tracciato nella polvere, mentre la gente si assiepava ai bordi senza alcuna barriera di recinzione. Ma quella sistemazione non poteva che essere provvisoria, quindi si arrivò al 1921, quando l'industriale Paolo Viganò, al tempo anche datore di lavoro di Giuseppe O stani, regalò al Giorgione un campo di calcio in viale Cesare Battisti, poi divenuto viale Littorio in tempo fascista. E nel 'Campo Comm. Paolo Viganò il Giorgione visse l'anno della magica 'Serie B'. I suoi confini erano questi: a nord la mura di cinta della casa Pirollo, a sud la recinzione di casa Combini, a est via del Littorio e ad ovest il vecchio 'brolo Puppati'. Per l'inaugurazione ci fu una festa, madrina fu la figlia, a quanto pare aspirazione di molti, del danaroso Andrea Andretta. Le squadre ospiti alloggiavano all'albergo Roma, mentre per l'entrata si doveva sborsare una lira, per un incasso a volte di 1000 lire a partita. Non c'erano gli spogliatoi, quindi i giocatori dovevano arrangiarsi cambiandosi a casa o in casa di compagni. Ma alla fine degli anni venti quel terreno serviva alla costruzione delle case per gli impiegati delle Poste e quindi dopo lunghe trattative Ostani raggiunse un punto di accordo con il federale di allora Bolasco. Cedette il terreno e il federale espropriò al fratello e conte Rino il terreno dove attualmente esiste lo stadio in via Rizzetti. In un momento di particolare entusiasmo il federale Bolasco fece anche deviare uno stanziamento di 300 mila lire dal progetto della costruzione della Casa del Ballila a quello delle tribune del nuovo stadio. Era uno stadio d'avanguardia, con misure uguali a quelle degli stadi più importanti: basti pensare che Fortunato Lamon fu incaricato proprio di riportare fedelmente le misure 'regolari' dello stadio Appiani di Padova, 110 metri per 65. E non mancava la pista d'atletica, che verrà tolta in epoche recenti. Per l'inaugurazione, che risale al '29, venne organizzato allo stadio un importante concorso ippico. Durante la guerra il campo fu danneggiato, anche perché vicino alla ferrovia. Danni strutturali gravi però non se ne registrarono, anche se un grande buco causato da una bomba di grosso tonnellaggio restò per parecchio tempo proprio in prossimità del cerchio di centrocampo. Una importante novità venne introdotta nel '66, quando il campo venne provvisto dell'impianto di illuminazione, mentre nel 1985 lo stadio venne ristrutturato completamente per permettere l'accesso alla  C2. La copertura venne rifatta e vennero eliminati i pilastroni fastidiosi per gli spettatori, che la sostenavano, mentre vennero affiancate due tribune laterali in elementi prefabbricati metallici, sempre coperte, alla tribuna centrale. Stessi elementi anche per la tribunetta del lato est, ma niente copertura. Nuove costruzioni sono state inaugurate durante la gestione Zecchin, una sede specifica per il settore giovanile e un nuovo spogliatoio in prossimità del campetto di allenamento, situato a sud del campo, a ridosso della mura che lo divide dalla ferrovia. Il campo di gioco ha attraversato alcuni problemi riguardanti il manto erboso, sempre nel periodo Zecchin, causati da un fastidioso parassita delle radici dell' erba.

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