Ma per il vivaio è il momento d'oro - Giorgione Calcio

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Ma per il vivaio è il momento d'oro

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".

 
Dopo la retrocessione del '70/71 il Giorgione sfiora il secondo 'crac', con la messa in liquidazione della società. Il peso della società se lo sobbarca Pietribiasi che è quasi solo, con il fratello Walter, Ostani, Nogarotto, Foscarin, Migali e Brunati. In sostanza l'ala 'dura', quella accentratrice, con i suoi uomini di fiducia. Ma è anche l'ala dei grandi appassionati, gli incorreggibili, gli innamorati delle maglie rossostellate. La carica di presidente è ricoperta do Antonio Migali. Foscarin alla segreteria, Guarise sguinzagliato alla caccia di giovani, e Pietribiasi pronto a venderli a miglior offerente. E il vivaio, retto dall'asse Pietribiasi-Guarise, conosce un periodo di splendore. Il metodo è semplice, l'organizzazione è famigliare, ma i risultati vanno oltre ogni attesa. Guarise va a scrutare gli allenamenti delle giovanili, va a prendere i ragazzi a casa, allena tutto quanto sia allenabile. Soprattutto negli ultimi 8 anni di gestione Pietribiasi, Guarise ha potere assoluto, dalla prima squadra all'ultima. La sua filosofia per far emergere un buon settore giovanile è questa: partecipa al massimo campionato possibile, incontra le grandi squadre, prendi anche 5 gol a partita, ma incontrale. I giovani rossostellati di gol ne prendono tanti, dalle società più titolate, ma si fanno anche notare. E quando una di queste ha notato un ragazzino, Pietribiasi passa all'operazione della vendita, lui che è un maestro. Da buon delfino di Ostani riesce a portare a termine trattative memorabili. La più memorabile risale al '73 ed è la vendita di Cassandra e Guidolin al Verona, una operazione da 'Gatto e la Volpe'. Cassandra è un giovane casertano che studia dai Padri Salesiani di San Floriano, molto bravo tecnicamente e veloce, mentre Guidolin è il talento naturale che poi giocherà anche in Serie A. Il problema è sottrarre Cassandra ai preti. Guarise viene incaricato da Pietribiasi un bel giorno di andare a prendere il giocatore alle 2 di pomeriggio, prima del solito. Ai preti racconta che quel giorno ci si allena prima. I preti 'bevono' e consegnano il giocatore. Appostato poco distante c'è Pietribiasi, che fa salire Cassandra in auto con Guidolin. Il 'ratto' è consumato. Ma c'è da correre, perché alle 15 attende il provino a Verona. Il rito si ripete 3 volte, finché dopo l'ultimo provino, la trattativa snervante viene conclusa alle 9 di sera: i due campioncini sono del Verona. La notizia dai Salesiani viene appresa per mezzo della... Gazzetta dello Sport. Segue un processo a 'Gatto e la  Volpe', ma mentre Guarise viene assolto per la buona fede, Pietribiasi viene condannato in pieno, sfiorando addirittura la scomunica. Cassandra dopo aver fallito nel calcio si è ritirato all'attività di maestro. Tra i colpi messi a segno da Pietribiasi, anche quello di Mason al Torino, Galparoli alla Reggiana, Ceccato al Genoa, Cinel al Napoli, Lodde al Treviso, Meneghin e Merlo al Torino, il portiere Pedon alla Reggiana, mentre prima, era riuscito a piazzare Bellotto e Cerantola in C/1, poi arrivati ambedue in Serie A. Oppure nel periodo Zardini, con Perli allenatore, Nardino Fabbian all'Inter, Campanaro al Cagliari. Poi un caso a parte fu quello di Faleschini. Tornando alle vicende societarie, il periodo che va dalla retrocessione del '70/71. alla retrocessione in Prima Categoria del '78/79, nonostante il ribollire dell'attività a livello giovanile, è quanto di più statico ci possa essere. In sostanza comanda l'asse Pieribiasi-Guarise,con Ostani che si defilerà sempre più fino al giorno della morte nel '77. Allenatore in questi 8 anni resta Guarise, se si tolgono le due brevi parentesi di Francescut e Scudeller, arrivati a metà e fine ciclo a sostituire Guarise, impossibilitato ad allenare per motivi di salute. Nel '71/'72 il Giorgione retrocesso in Promozione porta avanti un buon campionato, con piazzamento finale al quinto posto a 37 punti. L'anno dopo arriva addirittura un secondo a 39 punti, sei in meno però del vincitore Caorle. Dal 73/'74 al '7ó/'77 si susseguono 4 campionati anonimi di centroclassifica, terminati rispettivamente a 28, 30, 31 e ancora 28 punti. Nella stagione '77/'78 per la prima volta a Castelfranco si gioca il derby con i Salvarosa che poi retrocederà. Il primo si gioca a Salvarosa e i rossostellati riescono a rendersi corsari vincendo per 1  a 0, mentre al ritorno i rosaneri impongono lo 0 a 0. Ma il Giorgione non tarderà molto a raggiungere i cugini. In quell'anno si sa va arrivando quint'ultimo a 28 punti, ma l'anno dopo non c'è proprio scampo. Guarise a campionato iniziato si ammala di epatite virale, restando quindi lontano dal campo per parecchi mesi; la squadra viene affidata a Scudeller che però non riesce a metterla in carreggiata, anche perché l'età media si aggira intorno ai 17 anni. Il risultato non lascia adito ad alcuna recriminazione, il Giorgione è ultimo a 10 punti. Si tratta probabilmente del momento più oscuro vissuto dalla società castellana: la retrocessione in Prima Categoria è un'onta vera e propria per una società così blasonata a livello locale. Gino Sartor per la seconda volta raccoglie i cocci e si mette a mediare un passaggio di consegne. I contattati sono i soliti noti, quelli dell'ala 'democratica', che possono dare forma, liberi da spinte accentratrici all'interno, alla loro creatura, il Giorgione 'pluralista'.
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