Per la Prima Volta in C2 - Giorgione Calcio

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Per la Prima Volta in C2

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Il testo è tratto, per gentile concessione dell' autore Stefano Negro, dal libro "Una Stella, 100 anni, Mille Storie".

Ritorna quindi la gestione collegiale, presidente è Roberto Stocco, che ricordiamo anche ex giocatore di un certo talento. La società vuole salire ancora. E si comincia a progettare la trasformazione dell'associazione in s.r.l, che verrà attuata a fine stagione. I nuovi arrivi sono Ennio e Giuliano Dal Bianco, Loris Ceccato, Finozzi, Semenzato, Venturato e Rigoni. Le grandi partenze che creano anche qualche malumore sono quelle di Marcus Dematos, passato al San Dona, e di Massimo Ceccato. In panchina c'è un nuovo personaggio, Sergio Gasparin, con un passato anche da arbitro. Con lui la società programma la Serie C in 2 o 3 anni, ma i tempi si sveltiranno parecchio... Il Giorgione scatta tra le prime e comincia una gara ad inseguimento con il Contarina. I castellani riescono anche a prendere il comando in solitudine, ma il Valdagno dopo essere stato sempre vicino alle prime, comincia ad ingranare la marcia giusta e sorpassa, fino a portarsi in testa con il margine notevole di sei punti sui rossostellati. La primavera fa registrare il crollo del Valdagno; il Giorgione comincia a credere nel riaggancio e ci riesce proprio all'ultima giornata: perfetta parità dopo 30 partite a quota 44 punti. Per decretare la vincitrice bisogna fare uno spareggio e la sede designata è lo stadio Baracca di Mestre. E’ il 27 maggio 1985, il Giorgione scende in campo con questa formazione: Ennio Dal Bianco, Gatti, Pitteri, Franchin, Manera, Giuliano Dal Bianco, Venturato,  Rigoni, Novello, Semenzato e Cagnin che nell'intervallo sarà sostituito da Ceccato. Il Valdagno risponde con Walter Bedin, Bovo, Mirco Bedin, Zimbolani, Perlotto, Berti, Rezzadore, Bettin, Speggiorin (sostituito nel primo tempo da Nicolè), Perini, Frizzo. Gli allenatori sono Gasparin e Lampredi, arbitra il signor Mariani di Sulmona. Il Valdagno domina la partita, Ennio Dal Bianco risulta decisivo in almeno 5 occasioni, finché all'83 Mirko Franchin piazza la zampata giusta. C'è una punizione sulla trequarti, Semenzato appoggia a Franchin, che controlla, avanza di qualche metro, guarda Walter Bedin e lascia partire la classica ciabattata assassina che rimbalza davanti al portiere, prima di infilarsi vicino all'incrocio dei pali. La fortuna bacia i rossostellati, che coronano così la rimonta con il passaggio di categoria. Una rimonta che, contando i due punti di Mestre, si è conclusa con 19 punti in 10 partite. Eroe della giornata, ma anche dell'intero campionato è Ennio Dal Bianco, impotente soltanto su un palo colpito da Mirco Bedin al '59. Per lui dietro l'angolo ci sarà un passaggio a Vicenza. La giornata si conclude, prima dei festeggiamenti, con il giro del campo dei giocatori che sventolano  una enorme bandiera rossostellata. In estate arrivano nuovi soci, che vanno ad aumentare l'organico della società, alla quale si erano già aggiunti Ottorino Menini e Giorgio Cusinato: ritornano Siro Guolo e Antonio Migali e si presentano Danilo Zanon e Carmelo Coppo.
 
Il Giorgione diventa finalmente una s.r.l. e Colonna, che detiene le quote di maggioranza, assume la carica di presidente. Con lui Castelfranco vivrà i 4 anni magici tra i professionisti. Si esordisce in C/2 con questo direttivo: Gaetano Colonna è presidente; Antonio Gagliardi, Ottorino Menini e Pino Vecchiato vice presidenti; Roberto Stocco amministratore delegato; Siro Guolo, Pierangelo Polese, Flavio Turetta e Giovanni Mambretti consiglieri; inoltre appartengono a c.d.a. Rino Antonello, Giancarlo Barbieri, Ugo Brighenti, Carmelo Coppo, Emanuel Lago, Giuseppe Marazzato, Angelo Marcon, Danilo Zanon, Gino Zecchin, Walter Zamprogno. Proprio l'impresa edile di Zamprogno provvede alla ristrutturazione e all'ampliamento dello stadio di via Rizzetti. Arriva anche un nuovo direttore sportivo, Giuseppe Galtarossa, e un nuovo allenatore, Giorgio Mognon, in sostituzione di Gasparin, dimessosi all'ultimo momento dichiarando che il Giorgione con l'organico a disposizione non riuscirà a salvarsi. Dichiarazioni che aprono il campionato tra le polemiche, che però ben presto si raffredderanno, visto l'inizio promettente. La rosa della prima squadra è questa: Alfredo Bernardini, Stefano Coro, Loris Ceccato, Omar Finotto, Mirko Franchin, Maurizio Ferroni, Pietro Gennari, Massirniliano Gatti, Stefano Marcon, Roberto Manera, Vincenzo Novello, Alberto Pisani, Gianluigi Rigoni, Adriano Sernenzato, Roberto Venturato, Maurizio Tubaldo, Domenico Venturin, Franco Finozzi, Massimo Bellato. Ma l'inserimento più importante si registra a campionato iniziato, è quello di Maurizio Trombetta: si tratta di un giocatore in grado di far fare un salto di qualità al Giorgione. Il suo trasferimento a Castelfranco è un vero e proprio parto: mai il Giorgione aveva fatto una corte così spietata a un calciatore. Ma ne varrà la pena: l'udinese in due stagioni conquisterà il cuore dei tifosi castellani. Classe '62 è il giocatore che da il tocco in più, la punta in grado di tenere in apprensione un'intera difesa. Il Giorgione dopo 8 giornate sogna, è terzo in classifica, ben presto però dovrà ingoiare un boccone molto amaro. Si gioca il derby a Treviso e i castellani, accolti come 'contadini', si vedono negare un punto guadagnato più che onestamente da un arbitro che i più indulgenti definiranno incompetente. Una sconfitta che fa doppiamente male, perché puzza di furto lontano un chilometro. Ma anche questo è il prezzo da pagare per lo svezzamento. Comunque lo sgarbo viene restituito con...garbo, con un pulito 1 a 0 firmato da Ceccato, e grazie ai due punti incamerati il Giorgione può tirare un sospiro di sollievo in vista della oramai quasi raggiunta salvezza. Nell' '86/'87 il Giorgione, sempre guidato da Mognon, si presenta ringiovanito con gli acquisti di Bellato, Bonavina, Montrone, Rauti, Meneghetti e Salvalajo. Trombetta è costretto all'inattività per un'operazione alle spalle, ma Galtarossa ha saputo pescare dalle giovani del Padova un'altra punta di razza, Angelo Montrone, che a fine campionato totalizzerà 5 reti, una in meno di Bernardini, centrocampista con licenza di andare a rete. Il Giorgione quell'anno porta a termine il suo campionato più entusiasmante, terminato all'ottavo posto, ma con una puntata al sesto posto a pari merito col Venezia alla ventisettesima giornata. Con il Chievo terzo a solo due punti di distanza, Castelfranco prova a fare anche sogni di gloria. Un po' di gloria la regala anche la schedina del totocalcio del 28 febbraio '88, che riserva alla partita Giorgione-Chievo l'undicesimo risultato, un sano e rotondo ics. L' 'Angelo' a fine campionato ritorna a Padova, però per la stagione seguente è pronto 'Mau' Trombetta, che guida il Giorgione all'ottavo posto finale a 31 punti. Ma la perla dello stagione è lo vittoria  fortunoso  per 4 reti a zero contro il Treviso allo stadio Tenni È la più grande e gustosa vendetta del primo derby, quello del furto, dei contadini, delle relative polemiche. Un campionato strano, in cui il  Giorgione riesce ad alternare partite splendide ( 3 a 0 al Mantova e 2  a 0 Treviso per esempio) o partite anonime, senza gioco. Un campionato  in cui tra l’altro il  Giorgione dimostra di avere in alcuni frangenti un 'fondo schiena’ di tutto rispetto. Così come il suo allenatore Giorgio Mognon, che firma praticamente tutti  gli anni della C/2 (ex attaccante di buona fama, proprio da attaccante  del Conegliano riesce a segnare un gol di mano al Giorgione, per capirci alla  Maratona).  II Giorgione avrebbe un ossatura che con qualche ritocco ben assestato potrebbe trasformare una squadra da centroclassifica in una squadra vincente. Galtarossa, costretto a fare l’equilibrista per rimanere all’interno di un budget da squadra di categoria inferiore, chiede uno sforzo. Vorrebbe riconfermare i giocatori e prendere Biancuzzi dal Treviso e Gava dal Novara.
 
Biancuzzi arriva, ma partono Coro, Meneghetti, Torresan, Bernardini, Finozzi, Semenzato, Bressan e soprattutto Trombetta che finisce alla Triestina. La difesa da anche affidamento, con San...Gennari in porta, Pisani e Tiberio in marcatura e Salvalajo nel ruolo di libero. A centrocampo ci sono Biancuzzi, Cisco, il lottatore Pillon, il velocissimo Vivarelli, Bonavina; a fare acqua è l'attacco. Pistis e Luce combinano poco, Marcon idem, mentre 'acquisto del mercato di 'riparazione', il tanto desiderato 'Trombettino', alias Verdicchio, pur avendo grandi doti, non è una vera punta e poi non passa mai il  pallone. Ma i nomi, anche se buona parte sono in prestito, ci sono e Mognon vuole provare, d'accordo con la società, il modulo a zona. In Coppa Italia va anche bene, ma forse il Giorgione è soltanto uno zoppo nel girone dei  senza gambe. I risultati del nuovo modulo si vedono in campionato: gol incassati tanti, gol fatti pochi. Mognon fa marcia indietro, ma arriva una serie di infortuni clamorosi, che costringe il tecnico a schierare ogni domenica una formazione diversa. Il Giorgione scivola all'ultimo posto. Alla decima giornata il Giorgione perde male a Ravenna e Colonna prende la grande decisione, l'esonero di Mognon. Una decisione difficile, sofferta, presa più che altro per cercare di muovere qualcosa, scuotere un meccanismo che non vuoi saperne di girare. Mognon accetta come sempre con signorilità, anche se il suo primo esonero in carriera lo colpirà nell’intimo, eccome . Lo sostituisce Francesco Guidolin, ex golden boy castellano. Ma anche Guidolin, pur riuscendo con un gran lavoro a dare un gioco alla squadra, pur riuscendo a fare la zona e il pressing, non riesce ad evitare l'ultimo posto finale e retrocedere in Interregionale.. A fine campionato Colonna fa sapere di avere l'intenzione di cedere il Giorgione. Si fa avanti Giorgio Cusinato, ma la trattativa va per le lunghe si arena proprio in dirittura finale, sembra una 'telenovela'. Colonna attende un si da una persona, una persona corteggiata a lungo. Questo sì arriva è quello di Vittorio 'Gino' Zecchin. E l'ultimo regalo di Colonna.
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